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Disabile psichica partorì in casa, arrestati padre e parente

Il marito della cugina abusava di lei, fino a metterla incinta; il padre – che doveva proteggerla – la lasciava nelle mani ‘dell’orcò e non la accudì dopo il parto, avvenuto all’ottavo mese di gravidanza, nonostante una emorragia che la mise in fin di vita. E ancora lui, quella figura che doveva rappresentare per lei sicurezza dopo la perdita della madre avvenuta tre anni fa, avrebbe soppresso il corpicino del piccolo che forse è nato morto. È la drammatica vicenda che ha come ‘martirè una disabile psichica di 25 anni, che ha un deficit intellettivo dell’85%. Il dramma a Rapallo. Ora per questa storia sono stati arrestati il padre e il ‘violentatorè. Il primo, un infermiere di 59 anni, è accusato di abbandono di disabile, maltrattamenti, lesioni gravissime alla figlia e soppressione di cadavere. Per il secondo, 57 anni, i reati sono violenza sessuale aggravata e continuata. A fine giugno la polizia, dopo la segnalazione di una vicina di casa della donna, trovò la disabile agonizzante nel letto della casa del padre. Le lenzuola sporche di sangue e di escrementi: due settimane prima, aveva partorito un figlio con ogni probabilità nato morto e il cui corpicino non è mai stato ritrovato. Sei mesi dopo, gli agenti del commissariato di Rapallo, coordinati dai magistrati Francesco Cozzi e Giuseppe Longo, hanno dato una svolta alle indagini ritenendo di aver individuato il responsabile della gravidanza e di chi ha fatto sparire il corpicino del neonato. Il marito della cugina della ragazza avrebbe abusato della disabile almeno tre volte, fino a dicembre dello scorso anno: una volta in casa del padre, una nella sua abitazione a Camogli, una in un magazzino abbandonato nei pressi dell’ospedale di Rapallo. La giovane era rimasta incinta dopo l’ennesima violenza e aveva portato avanti la gravidanza, senza però essere mai stata seguita da alcun medico. A metà giugno, al termine dell’ottavo mese, la donna partorisce in casa, con l’aiuto del padre. Gli inquirenti ritengono che il piccolo fosse già morto al momento della nascita, ma le perizie dei medici legali non hanno potuto dare una certezza. A quel punto, il padre della giovane si sarebbe disfatto del corpicino. La ragazza non viene curata, perde sangue, sta male anche per una setticemia che subentra per le scarse condizioni igieniche in cui si trova l’abitazione e rischia di morire. Poi l’intervento della vicina di casa, che sapeva di quella maternità, e che non vedendo la giovane da giorni si è insospettita. Arrivano le telefonate al 118 e alla polizia: la donna viene trasportata all’ospedale di Lavagna. I poliziotti sequestrano materiale pornografico. Gli investigatori vogliono capire se altre persone siano coinvolte nella vicenda. Adesso la ragazza è stata trasferita in un istituto, la procura ha nominato un amministratore di sostegno e un curatore speciale.

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