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Torna a Cerveteri dopo 40 anni il cratere di Euphronios

Il Cratere di Euphronios, capolavoro dell’arte attica del V secolo, torna nella ‘suà Cerveteri dopo una quarantennale avventura di scavi di frodo, trafficanti internazionali e trattative con gli Stati Uniti, dove è stato conservato per anni. E al Museo Nazionale Cerite della cittadina laziale si ricongiungerà nella stessa stanza fino al 20 gennaio con la kylix (coppa da vino) dello stesso autore, Eufronio, considerato uno dei più importanti pittori del mondo antico. A inaugurare la eccezionale mostra il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, accolti dal sindaco Alessio Pascucci. Il Cratere, ornato con scene del trasporto del cadavere dell’eroe Sarpedonte, morto in una battaglia della guerra di Troia, era stato dissepolto dai tombaroli dopo 2000 anni nel 1971, ed era uscito illegalmente dall’Italia. Acquistato dal Metropolitan Museum di New York, è rimasto per anni esposto in una delle sale più importanti della galleria americana. Ma grazie a una complessa indagine condotta dalla Procura di Roma e dal comando Carabinieri Tutela Beni Culturali con il supporto della Soprintendenza dell’Etruria meridionale, e dopo una serie di trattative con il Met e l’apertura di un canale diplomatico con gli Usa, il cratere è tornato in Italia nel 2008. L’opera è conservata al Museo Etrusco di Villa Giulia, a Roma: ha una capacità di 45 litri ed è l’unico cratere di Eufronio arrivato completo, è stato spiegato. Anche la kylix, altro capolavoro di Eufronio, ha avuto un percorso simile: la coppa da vino che racconta la caduta di Troia, firmata dall’autore, è stata restituita nel ’99 dal Getty Museum di Malibu, in California: proviene, hanno ricostruito gli studiosi, dal Santuario di Ercole di Cerveteri. La kylix è al museo di Cerveteri da maggio 2014. A ricostruire le complesse vicende delle due inestimabili opere, ma anche a dare uno spaccato del mercato nero internazionale delle opere d’arte, terzo nel mondo dopo armi e droga – un ‘romanzò che parte dalle vanghe dei tombaroli e arriva in tutto il mondo passando per misteriosi caveau svizzeri – il giornalista Fabio Isman, autore di un libro sull’argomento: dal 1970 a oggi, ha spiegato per dare una misura del fenomeno, sono stati trovati oltre 70 mila reperti per un valore di 2 miliardi di dollari, e circa 5000 indagati. «Per i cittadini di Cerveteri – ha affermato l’assessore regionale alla Cultura Lidia Ravera – veder tornare il Cratere deve essere una emozione grande: come se i fregi del Partenone tornassero ad Atene». «Il Cratere di Euphronios – ha commentato la soprintendente Alfonsina Russo Tagliente – è il simbolo della lotta contro il traffico illecito di reperti archeologici e contro i ‘predatori dell’artè».

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