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Mostre: ‘800 e primi ‘900 da Collezione B. Popolare Vicenza

Oltre 50 dipinti, a cavallo di due secoli, sono i protagonisti della mostra “L’Ottocento e il Primo Novecento nella collezione Banca Popolare di Vicenza”, che si inaugura oggi nella sede istituzionale di Palazzo Thiene di contra’ Porti, a Vicenza. L’esposizione è parte del progetto culturale “Capolavori che ritornano” che da anni la Banca Popolare vicentina porta avanti al fine di restituire idealmente “al territorio d’origine opere recuperate in particolare sui mercati esteri, dove le scene di genere e di vedute, soprattutto veneziane, erano giunte al seguito dei viaggiatori stranieri che con l’Ottocento avevano iniziato a visitare sempre più numerosi il ‘bel Paese'”.
La mostra, che per la prima volta espone opere entrate a far parte nella ‘vita’ della Banca. “Si tratta di dipinti che in parte hanno abbellito uffici e filiali, che in parte provengono dalle banche confluite nella popolare di Vicenza, e che in parte sono frutto della politica di acquisizione che abbiamo perseguito negli ultimi vent’anni” ricorda il presidente Gianni Zonin in catalogo. E’ l’occasione per ‘incontrare’ i lavori di artisti noti a livello internazionale – come Beppe Ciardi, Noè Raimondo Bordignon, Francesco Lojacono e Ardengo Soffici – ma anche di ‘scoprire’, pittori considerati minori, talvolta poco noti agli stessi studiosi. “E’ la parte della raccolta di arte moderna di cui andiamo più orgogliosi” rileva Zonin, perché “testimonia nel suo insieme l’ultima luminosa stagione della pittura figurativa italiana ed anticipa contemporaneamente i bagliori del secolo ‘breve’ che cambierà per sempre il linguaggio espressivo dell’arte”. – Quattro le sezioni: dalle vedute di Venezia e Chioggia a testimonianza di una città-mito e dell’unicità del suo ambiente lagunare, letta attraverso la luce (‘Serenissima, ancora’); ai ritratti di carattere familiare e allegorico, a testimonianza della società nel vasto periodo preso in esame(‘Antenati prossimi’); dagli spaccati di vita quotidiana dell’Ottocento, con diverse scene di genere (‘Eravamo così’); ad opere dove la luce rappresenta il vero denominatore comune per ‘leggere’ gli scorci dell’Italia dell’epoca (‘Luce d’Italia’).
La rassegna pittorica resterà aperta, con ingresso libero al pubblico, dal 6 dicembre all’8 febbraio, dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 18.

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