| categoria: sanità

Respinta dall’ospedale di Pozzuoli, morta immigrata dello Zimbabwe. Aperta un’inchiesta

I retroscena della morte di Mary Jacobs, la trentenne originaria dello Zimbabwe deceduta, probabilmente per infarto nell’ospedale San Paolo di Napoli, dopo che alcuni vigilantes le avrebbero impedito il ricovero nell’ospedale civile di Pozzuoli, saranno chiariti dall’inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Napoli. Già al lavoro i carabinieri di Pozzuoli che dopo il sequestro della salma, sulla quale nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia, hanno acquisito la documentazione sanitaria e le registrazioni delle immagini di videosorveglianza del Pronto Soccorso di Pozzuoli. Domani saranno sentiti i parenti e soprattutto il conoscente che ha accompagnato al posto di pronto Soccorso di località La Schiana a via Terracina, sede dell’ospedale San Paolo, l’immigrata, residente a Castelvolturno (Caserta) e madre di una bambina che si trova nel paese d’origine. Da verificare la versione resa dal conoscente, secondo cui la Jacob sarebbe stata allontanata da alcune guardie giurate dal Santa Maria delle Grazie. Nell’ospedale flegreo l’immigrata si era recata per ricevere i primi soccorsi per il malore accusato. La Jacob era stata accompagnata poi al San Paolo dove è morta poco dopo il ricovero. Il caso ha suscitato polemiche e le parole di condanna del capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto. «È un fatto inaudito. Lesi i principi fondamentali della nostra Costituzione. Presenteremo una interpellanza parlamentare e chiederemo una ispezione alla struttura sanitaria di Pozzuoli». Coinvolta anche la Regione sulla vicenda. Una interrogazione urgente al presidente Stefano Caldoro è stata presentata dal vicecapogruppo regionale del Pd, Antonio Marciano, ‘per chiedere di fare chiarezza su quanto è accaduto all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuolì. Nella nota si legge tra l’altro: «Le notizie riportate dipingono un quadro parziale della gravità dell’accaduto. Fonti interne all’ospedale ricostruiscono diversamente la vicenda. È assurdo, comunque, che si sia registrata un’attesa di 50 minuti e nessun medico del Pronto Soccorso sia stato informato della presenza della donna in un box per situazioni critiche. Quanto accaduto pone interrogativi seri sullo stato della Sanità nella nostra Regione». La direzione dell’Asl Napoli 2 respinge con decisione ogni addebito. La donna secondo la ricostruzione fatta dalla direzione sanitaria non risulterebbe nemmeno registrata tra i pazienti trattati dal Pronto Soccorso.

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