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SANREMO/ Il Volo, racconteremo l’amore da ventenni

In ‘Grande amorè «racconteremo l’amore vissuto da ventenni. È una canzone che unisce pop e canto classico, ma non è lirica, riflette lo stile che ci appartiene e che in Italia si sente molto poco in radio». Così Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, cioè i tre giovani tenori (sono tutti intorno a 20 anni) de Il Volo, descrivono il brano con cui saranno in gara al prossimo Festival di Sanremo. Il trio ne parla a prove appena finite, a Palazzo Madama per il Concerto di Natale del Senato, in programma domani alle 12, con diretta su Rai1, alla presenza delle massime cariche dello Stato. Oggi le prove si sono svolte davanti a un pubblico d’eccezione ed entusiasta, 250 bambini e ragazzi delle periferie di Roma e Napoli. Seduto fra i banchi c’era anche il presidente del Senato Pietro Grasso, che come i tre cantanti alla fine si è fermato a lungo a fare foto con la giovane platea. «Entrando qui ho provato la stessa emozione che ho provato alla Casa Bianca», dice sorridendo Ginoble. Ad accompagnarli in alcuni brani, un mix di classici e brani natalizi, c’è anche il Piccolo Coro della Mani Bianche del 173/o Circolo Didattico ISISS di Roma, composto da bambini con disabilità acustiche. «È un’iniezione d’energia esibirsi in mezzo a tutti questi bambini, soprattutto vista la passione così forte che dimostrano per la musica», sottolinea Boschetto. Il Volo, formatosi nel 2010 dopo l’esordio dei tre cantanti, allora appena teenager, nel talent Ti lascio una canzone, negli ultimi 5 anni ha bruciato le tappe, conquistando un successo internazionale, fra dischi d’oro e di platino, premi ed esibizioni, fra gli altri con Placido Domingo e Barbra Streisand. «Noi siamo nati artisticamente a Sanremo (da ospiti, nel 2010, ndr), è una grande emozione tornarci, stavolta ci andiamo con lo spirito della gara», dice Barone. «Lo facciamo anche come azione di posizionamento – aggiunge Ginoble -. Siamo conosciuti più all’estero che qui. L’altro giorno per una strada di Roma, ci ha riconosciuto un gruppo di messicani, mentre gli italiani non sapevano chi fossimo… Qui molti sono rimasti con l’idea in testa dei baby tenori di Ti lascio una canzone, ci confondono per cantanti lirici, invece semplicemente ci piace variare tra il pop e brani più classici. Vogliamo far capire chi siamo anche nel nostro Paese, per questo nel 2014 siamo stati molto più in Italia». I tre ragazzi faranno uscire probabilmente in concomitanza del festival «anche il nostro nuovo album… e ci saranno delle sorprese – spiega Barone -. Poi per lanciarlo faremo un tour mondiale di 52-54 date». Nessun rischio di montarsi la testa? «Proprio no… abbiamo famiglie che ci tengono con i piedi ben saldati per terra», rispondono. Com’è vivere l’adolescenza in giro del mondo tra un palco e l’altro? «Non facile, ma ha aiutato la nostra amicizia a diventare più salda… Abbiamo voluto la bicicletta, ora tocca pedalare

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