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DIETRO I FATTI / Perchè il manager della ASL RomaG si nasconde? L’affaire screening si fa imbarazzante

Dura replica del Sindacato Fials , alle dichiarazioni recenti del Direttore Generale della Asl Roma G Caroli , in merito allo “spezzatino politico” delle attività dei Programmi di screening sul territorio da lui annunciato.- Alla faccia del risparmio e della qualità del servizio fin qui garantito. Qualità che fino a oggi è stata percepita dalla popolazione coinvolta, raggiunta in ogni comune della ASL tramite l’utilizzo delle unità mobili. Ospitiamo un intervento di Vittorio Iannotta della Fials
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“Io vi salverò dalle patologie oncologiche più diffuse in questo territorio”! Al via la ricetta anticancro , contenuta in alcune recenti dichiarazione comparse su giornali locali, del Direttore Generale della ASL RomaG Dr. Caroli. Però a quanto pare , non ha fatto altro che ricopiare fedelmente i punti riportati nelle linee di indirizzo regionali ,sottolinea il Sig. Iannotta rappresentante del sindacato FIALS, nulla di diverso da un compito dato a scuola ai nostri bambini. Ci deve ora però spiegare come farà a tradurre la Sua ricetta , sembra una favola della buona notte, in prestazioni sanitarie spalmate su tutti i distretti o su centri ospedalieri dove esistono lunghissime liste di attesa, e per il personale c’è ancora il blocco delle assunzioni e la qualità? Le Sue parole Direttore sottolinea Iannotta, sono solo un’esercitazione teorica, malriuscita, lontana dalla realtà , una sorta di dichiarazione postrivoluzionaria dei diritti dell’uomo, ma come noto la rivoluzione francese, c’è stata qualche secolo fa! E’ ormai voce di popolo quanto ha affermato pubblicamente lo stesso Direttore Generale in merito all’organizzazione dello screening della ASL RomaG: ”Vi farò lavorare come a Modena e a Treviso”, mancava dicesse: Voi meridionali! Sembra di trovarsi nel secolo scorso, in una fabbrica con il capomastro, niente diritti ne dialogo, ne democrazia. Certamente ha smarrito qualche tassello, sottolinea Iannotta, dica la verità ai cittadini sull’argomento: spartizione delle attività di screening, non potenziamento! Vuole fare il centro di senologia, nello screening mammografico, cosi ha dichiarato recentemente il Dr. Caroli, ma non può fare quello che esiste da quasi un decennio in questa ASL , ad oggi inoltre davanti alle Sue finestre Direttore, sottolinea Iannotta, 3° piano ospedale di Tivoli ala vecchia, attuale sede della U.O.C. di screening. Forse il Direttore non si affaccerà mai, o soffre di una cecità selettiva. Questo centro rischia attualmente di essere anche tolto come pare per cantierare tramite un ”nuovo appalto” questa volta l’intera ala dell ‘0spedale, ma l’attuale reparto di screening è stato appena terminato e odora ancora di calce!. Quale la logica ?lasciamo libero spazio alle interpretazioni! Presso questo centro di senologia, come è noto alla popolazione, vengono effettuati gli approfondimenti delle pazienti positive o dubbie per lesioni tumorali evidenziate dalla mammografia effettuata sul camper. Presso lo stesso centro anche donne con l’impegnativa possono effettuare, mammografia, eco mammaria, agoaspirati, biopsia, colloquio ,con lo psicologo etc. Dica la verità Dr. Caroli, ribadisce con forza Iannotta! Stesso dicasi per i servizi presenti nel reparto di Screening , per i tumori del collo dell’utero e del colon. A proposito di trasparenza ci dica anche perché, nonostante i vari solleciti delle Associazioni e degli addetti ai lavori i due mammografi in carico allo screening e posizionati presso il centro di Guidonia e Zagarolo non sono più funzionanti, per cui le donne da quasi un anno vanno a fare la mammografia e tutti gli approfondimenti necessari per la diagnosi precoce delle lesiono tumorali della mammella nel centro di screening collocato purtroppo davanti alle Sue finestre. Dica la verità , Dr . Caroli, quando si nasconde dietro la parola risparmio ,alibi fragile e segno di appartenenza politica all’attuale gestione politica regionale: “l’intenzione è risparmiare risorse umane ed economiche”, si legge in una Sua dichiarazione. Ma Lei che viene dalla bassa padana, in tema di federalismo sanitario, perché non parla anziché di un fantomatico risparmio di corretto utilizzo di risorse economiche dedicate dallo stato alla realizzazione dei programmi di screening di popolazione di massa per il tumore della mammella, collo dell’utero e colonretto? In quale angolo, del bilancio aziendale , potrebbero smarrirsi queste risorse? Caro Direttore , non ci parli più di risparmio, ma parli di appropriatezza. In un Suo enunciato pubblico il giorno dopo il Suo arrivo, le fu chiesto di visitare analogamente a quanto aveva fatto per gli altri reparti del l’Ospedale di Tivoli il Reparto di Screening :”sullo screening deciderò solo Io”, parliamo quasi di un anno fa! Malcelato obiettivo personale o politico? In quanto alla Sua affermazione pleonastica ”semplicemente non capisco a chi convenga tutto questo baillame, sicuramente non conviene agli utenti delle strutture sanitarie locali, ”caro Direttore, ci spieghi Lei però con trasparenza e definitivamente a chi conviene tutto ciò e quali sono i portatori di interesse di lobby o di trust, di partito o di cassetta, che stanno chiedendo la spartizione di questo servizio. Sembra quasi un ritornello musicale: farò tante merendine in parti uguali per tutti, con la logica del buon padre di famiglia. Ma Noi , gente del sud, caro Direttore sapremo resistere alle prevaricazioni, la storia insegna , illuminandole il cammino. Tenga ben presente che la popolazione, donne e uomini residenti in questa ASL, sono ormai consapevoli che questa Sua nuova poco tecnica e troppo politica ricetta,(non è chiaro ad oggi quale sia la bandiera) avrà un costo sociale del quale Lei si dovrà far carico personalmente ed interamente in relazione alla compromissione di uno strumento di diagnosi precoce. L’utilizzo dei camper sembra costi meno di 500.000 euro l’anno, certamente Le è noto, vista la Sua antica conoscenza con la ditta di Parma che li fornisce alla ASL RomaG. Le Associazioni di utenti, si sono attivate con una raccolta di firme, a sostegno dell’attuale organizzazione delle attività di screening , perché funzionale in modo documentato alle necessità dei cittadini e non artigianale , a breve una Class Action .Inoltre , Direttore , ci racconti, perché non ha tenuto conto delle osservazioni tecniche in materia fatte dai vari Sindacati ed ha inviato comunque la proposta di Atto Aziendale in Regione per lo smembramento del servizio: ”Sarà solo diviso l’aspetto organizzativo (gestione/coordinamento dei tre Programmi) da quello erogativo (erogazione delle prestazioni cliniche)”. Ma come ? Perché ha poi dato disposizione al Direttore Sanitario Aziendale, almeno così sembra( a sentir Lui) di non rinnovare i contratti ai medici che attualmente lavorano da anni presso lo screening, ma di rinnovarli solo a condizione che gli stessi medici, vadano a lavorare presso ad esempio l’endoscopia dell’Ospedale di Tivoli, che ha evidente bisogno di numeri e di statistiche di attività? Ma i cambiamenti organizzativi di U.O.C. presenti e regolamentati nell’attuale e vigente Atto Aziendale, non passano attraverso l’approvazione e la pubblicazione sul BURL del Nuovo Atto? E la Rete oncologica, e il sistema degli Hub e Spoke e la preventiva e documentata formazione degli operatori coinvolti anche per la parte dei trattamenti chirurgici, e la qualità? Chi tutelerà le Nostre donne e i nostri cittadini ? Ama evidentemente la “filiera corta il Direttore”, ovvero la trattativa diretta : o cosi o niente contratto! Le vorrei anche rammentare che la ASL RomaF ha chiesto una convenzione con la ASL Roma G per la realizzazione del programma di screening per il tumore del collo dell’utero, ma Lei forse è su un altro pianeta !
Si interromperanno cosi in assenza di modelli organizzativi che garantiscano la popolazione Livelli Essenziali di Assistenza? Caro Direttore, siamo pronti allo sciopero ed alla occupazione ed a portare avanti questa battaglia di civiltà che vede i nostri cittadini informati sui lori diritti e consapevoli : Lei deve garantire con il Suo operato a questi cittadini trasparenza ed una crescita etica e deve necessariamente costituire sull’argomento un tavolo tecnico, con un dibattito pubblico e democratico, non nascondendosi dietro corridoi istituzionali, appartenenze politiche o malcelate logiche non veritiere di risparmio. Il Sindacato, le Associazioni e i cittadini attendono chiarimenti istituzionali e una convocazione a riguardo con la costituzione di un tavolo tecnico .Abbiamo ormai imparato in questi anni che quando si parla di integrazione con il territorio, è certa altresì la spartizione politico-economica con i portatori di interesse territoriali. Ma i cittadini però ancora votano!
Buon Anno, Direttore!

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