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TERRORISMO/ Tra gli obiettivi anche Napolitano, Boldrini e Monti

– Il capo dello Stato Giorgio Napolitano, la presidente della Camera Laura Boldrini, l’ex premier Mario Monti, oltre all’ex ministro dell’integrazione Kyenge: sono alcune delle personalità nel mirino dell’organizzazione neofascista sgominata dai carabinieri del Ros. È quanto si legge negli atti dell’inchiesta, in cui gli indagati fanno minacciosi riferimenti anche, tra gli altri, al premier Matteo Renzi e all’ex presidente del consiglio Enrico Letta

«In relazione agli obiettivi da colpire – è scritto nell’ordinanza del gip – l’uso della terminologia, usata nei ‘post’ repertati dal Ros Carabinieri mostra un’ininterrotta attività di proselitismo operata dal Manni (Stefano Manni, ritenuto il capo dell’organizzazione – ndr), in cui lo stesso istiga i suoi amici ad una messa in atto di azioni eversive nei confronti di personalità dello Stato ed in particolar modo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, del senatore a vita ed ex Presidente del Consiglio dei Ministro, Mario Monti e dell’allora Ministro all’Integrazione, Cecile Kyenge». «Lo scenario politico ed economico italiano – prosegue il gip – è considerato da Manni e dal suo circuito ideologico l’humus favorevole per sollecitare sentimenti di antisemitismo e xenofobia, affiancati da marcate forme di istigazione ed incitamento ad azioni estreme, indirizzate sia contro personalità politiche che contro la magistratura». Tra alcuni dei post «più significativi» riportati nell’ordinanza ve ne è uno riguardante l’ex premier Letta. È Manni a postare, il 26 settembre 2013, «un’immagine dell’allora Presidente del Consiglio Letta, sovrastata da una didascalia dai toni chiaramente minacciosi: TU SAI – VERO – CHE SEI STATO CONDANNATO A MORTE?». In una conversazione intercettata, poi, si sottolinea la necessità di «accendere una miccia», perchè «una volta accesa la miccia il resto viene da solo». Dice Katia De Ritis, una delle persone arrestate: «se tu ammazzi 10-11 politici in un giorno e la cosa farà scalpore… tutti d’accordo, la miccia è accesa… e allora in quel caso forse si incomincerà a mettere le bombe di qua le bombe di là…». Nella conversazione interviene Stefano Manni: «colpire Stefania Pezzopane (ex Presidente della Provincia dell’Aquila, Senatrice – ndr) è un gioco da ragazzi e tu che effetto pensi che faccia». Replica la De Ritis: «ma se tu colpisci la Pezzopane, Vendola, Chiodi, quello dell’Udc (si accavallano le voci) allora se tu colpisci non solo la Pezzopane ma 10-11 politici, Renzi (si accavallano le voci) solo la miccia dobbiamo accendere».

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