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Bot sottozero dopo un anno record

Il Bot trimestrale va sottozero, confermando anche per l’Italia il crollo dei rendimenti dopo un 2014 che ha visto un minimo record dei tassi con cui l’Italia finanzia il proprio debito. Il Bot, una volta una gallina dalle uova d’oro per il risparmiatore italiano con rendimento elevatissimi (ma inflazione altrettanto alta) va a picco. Il rendimento del Bot a tre mesi è sceso fino a -0,025% sul mercato secondario: per sottoscrivere un prestito al Tesoro da 100 euro gli investitori sono pronti a pagare 2,5 centesimi. È un trend che interessa principalmente tesorerie e operatori del mercato monetario. Ma lo schiacciamento verso il basso della curva dei rendimenti, che segue un analogo trend visibile in Francia e Germania (in quest’ultima accentuatissimo, con il 10 anni oggi a nuovi minimi record) disegna un mercato dove il risparmio va sempre meno a finanziare il debito pubblico in cerca di rendimento. Piuttosto, si cerca porto sicuro di fronte al rischio-deflazione, che fa salire i tassi reali rendendo conveniente anche un tasso negativo. E di fronte a una Bce che, nelle attese, è ormai prossima a comprare titoli di Stato. A mandare sottozero i Bot trimestrali sarebbero stati infatti in buona parte i 26 miliardi del maxi-prestito Tltro aggiudicati dalle banche italiane, con scarsa domanda di prestiti, parcheggiati in Bot di fronte a una domanda di prestiti da famiglie e imprese al lumicino. Quelle stesse attese che hanno mandato lo spread, oggi a 134 punti base, e il tasso del Btp decennale, a 1,93%, ai minimi storici. E che – spiega il tesoro nelle Linee guida 2015 – hanno fatto crollare il costo medio dei titoli italiani nel 2014 all’1,35%, «minimo storico assoluto». L’interventismo della Bce, insomma, crea una notevole finestra d’opportunità per via XX Settembre. Che non sta a guardare: si impegna «a garantire almeno un’emissione di Btp Italia dedicata agli investitori retail» nel 2015, con una scadenza che potrebbe superare i sei anni, in linea con l’orientamento ad allungare la durata media del debito. E nell’anno che si apre è possibile anche una ripresa delle emissioni in dollari, dopo che la Legge di stabilità, attraverso la possibilità di stipulare accordi bilaterali di garanzia, ha dato uno strumento per ridurre il rischio di controparte e migliorare le condizioni di emissione sui mercati internazionali.

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