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Francia sotto shock, sorveglianza rinforzata per le feste

La Francia si sveglia scossa dopo il terzo clamoroso atto violento in tre giorni, alla vigilia delle feste natalizie. Mentre Nantes piange la morte di una delle dieci persone travolte ieri da un’automobilista lanciatosi con il suo camioncino sulla folla del mercato di Natale, il governo promette più vigilanza e più uomini impegnati nella sorveglianza. «Non minimizziamo», ha detto laconico in mattinata il Premier Manuel Valls, che ha invitato le autorità e i cittadini «alla vigilanza e all’unità», dicendo di «comprendere le inquietudini vive e legittime dopo i tre fatti di sangue che hanno scosso il Paese in questi giorni. »Non vogliamo solo commentare, agitarci sull’onda della tensione, ma rassicurare, capire cos’è successo, dare la risposta giusta« ha aggiunto Valls, appena prima di presiedere una riunione ministeriale in cui è stato deciso di assegnare tra i 200 e i 300 soldati in più alle pattuglie che vigilano sui luoghi ad elevata affluenza. Per tutto il periodo delle feste di fine anno, quindi, diventeranno oltre mille i militari impegnati nella sorveglianza di monumenti e luoghi turistici affollati, grandi centri commerciali, stazioni ferroviarie e grossi snodi del trasporto pubblico suburbano. Intanto, da Nantes è giunta la notizia della morte di una delle dieci persone travolte da un camioncino che ieri sera si era deliberatamente lanciato contro uno degli ‘chalet’ del mercato di Natale sulla place Royale. La vittima, un ragazzo di 25 anni le cui condizioni erano subito state ritenute critiche, è stato dichiarato cerebralmente morto nel primo pomeriggio, ed è spirato poche ore dopo. Si aggravano quindi le accuse a carico del guidatore del camioncino, su cui sono iniziate a trapelare le prime informazioni. Originario di un piccolo villaggio non lontano dalla costa atlantica, era ritenuto una persona tranquilla e »solitaria« dai vicini, ma secondo testimonianze raccolte dai media transalpini aveva problemi con l’alcool, e dall’inizio di dicembre sembrava cambiato, più nervoso. Fonti della gendarmeria dicono che aveva appena perso il suo lavoro da vivaista, cosa che lo aveva molto turbato. »Mi aveva fatto visitare in suo giardino qualche anno fa, ne era molto fiero – ha raccontato una vicina all’agenzia France Presse – allora diceva di lavorare nel settore, ma adesso credo non lavorasse più«. Nel clima di tensione generato dai tre fatti tragici, ha suscitato ulteriore scalpore la denuncia del rabbino di una piccola sinagoga del nordest di Parigi, che sostiene che contro un vetro dell’edificio sia stato sparato ieri sera un proiettile, mirando a lui e al su assistente che erano all’interno. La polizia parigina, però, resta cauta nel valutare l’episodio: »Sul posto non è stato trovato niente di sospetto«, ha detto una fonte delle forze dell’ordine, »si tratta di un lancio di proiettile di natura ignota, potrebbe anche essere una pietra«. I danni inflitti all’edificio di culto sono comunque limitati, dato che il colpo ha scheggiato il vetro ma senza romperlo.

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