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Nevica, ma per le piste servono ancora i cannoni

«È una neve molto leggera e fa molto freddo. Quindi sta imbiancando il paesaggio, e questo è molto positivo per tute le località, ma sulla maggior parte delle piste (il 90%) quest’anno abbiamo tanta neve artificiale sparata con i cannoni». Al cadere dei primi fiocchi è soddisfatta ma non canta vittoria Valeria Ghezzi, presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari. «È stato – continua la Ghezzi – un inizio di stagione veramente difficile dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia, nessuno escluso. La neve naturale sulle piste l’hanno vista solo sopra i 2.400 metri e ad oggi sono partiti circa il 70% degli impianti. A parte questi ultimi 5-6 giorni di vero freddo, abbiamo avuto pochissimo giorni »di vero inverno«. Hanno avuto problemi su tutto l’arco alpino sia interno che esterno, per non parlare delle Prealpi e del Centro-Sud. Speriamo che questa ondata di freddo ci aiuti ad arrivare almeno all’80% delle aperture sull’arco alpino». La presidente dell’Anef comunque ammette che con il freddo i cannoni rendono il doppio e comunque questo bel pò di neve naturale che sta cadendo aiuta il paesaggio e anche lo spirito dei vacanzieri. «Certo – sottolinea – chi ama sciare sa che sulle piste serve ben altro e quindi per fortuna possiamo »sparare« acqua e neve e garantire una sciabilità sia ottimale». L’innevamento artificiale ha ovviamente dei costi energetici e di manodopera importanti. «I cannoni – spiega la Ghezzi – aumentano il rendimento se usati in momenti precisi (quando fa molto freddo) e quindi questo significa spesso muovere il personale per usarli di notte e in giorni festivi. Per questo preparare con i cannoni un’area sciabile di un comprensorio può incidere fino al 20-30% dei costi. Basta considerare che solo uno dei mezzi usati costa dai 35 ai 40 mila euro e ad esempio qui dove sono io, a San Martino di Castrozza, con 50 ettari di piste abbiamo più di 40 cannoni grossi e almeno altrettante aste da innevamento». Le fa eco Enrico Ghezze, presidente del Consorzio Impianti a Fune di Cortina: «È una manna dal cielo questa neve, in poche ore ha cambiato il paesaggio da marrone a un bianco incantato. Speriamo che duri ma comunque ancora per un paio di notti noi spareremo l’artificiale, giusto per star tranquilli». A Cortina, con 75 ettari di piste, i cannoni sono circa 300: «Siamo stati fortunati rispetto ad altri – dice Ghezze – perchè abbiamo potuto aprire le prime piste già un mese fa. E soprattutto va benissimo rispetto allo scorso anno quando di questi tempi eravamo bloccati, senza elettricità… Quest’anno inoltre possiamo disporre di un nuovo bacino da 100 mila metri cubi per la raccolta dell’acqua per la neve artificiale e ora anche il tempo ci aiuta con la neve vera».

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