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Etruschi superstar,Cerveteri si rilancia

Non solo Pompei. Anche Cerveteri con la sua sterminata necropoli etrusca, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, pensa in grande e lavora per il rilancio nel campo del turismo dai grandi numeri. Un sogno costruito con investimenti e progetti già in fase avanzata per rendere più accogliente e a portata di turista, con un visit center, nuovi servizi, percorsi illuminati e anche una ciclabile, il grande sito archeologico culla della civiltà etrusca con le sue oltre 400 tombe solo nei 10 ettari della parte recintata. E che ora si fa più concreto con la possibilità che venga lasciato nel museo della cittadina anche il Cratere di Eufronio, capolavoro dell’arte attica strappato alla terra negli anni ’70 dai tombaroli per essere poi venduto di frodo e approdare in America, nelle vetrine del Met.

Affidato dopo il rientro in Italia al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, lo strepitoso vaso doveva rimanere a Cerveteri fino al 20 gennaio, ma il ministro Franceschini ha già dato l’ok per una permanenza fino a tutto il periodo dell’Expo, convinto che sia giusto lasciare quel capolavoro là dove è cominciata la sua millenaria storia. Alessio Pascucci, il giovanissimo sindaco della cittadina laziale, non sta nella pelle. “E’ un anno che brighiamo per far tornare a casa i nostri reperti”. Cerveteri, dice, vuole diventare “il punto di riferimento della cultura etrusca in Italia”.

E il Cratere di Eufronio può essere l’alleato più prezioso. “Tremila visitatori già solo nei primi tre giorni di esposizione”, sottolinea il primo cittadino. Una manna, insomma, per il museo che a dispetto dei suoi tesori è rimasto fino ad oggi sotto la soglia dei diecimila visitatori annui, “9.700 in tutto il 2013”. L’operazione avrebbe quindi “un valore economico immenso”, a cui si aggiungerebbe un ancora più importante valore culturale e identitario. “Qui la gente è emozionata e commossa – dice Pascucci – ricevo lettere di concittadini orgogliosi e entusiasti, è tornato a casa un pezzo della nostra storia”.

Un assaggio c’era già stato in primavera con l’arrivo, sempre da Villa Giulia a Roma, della Kylix di Eufronio, che già da sola aveva portato a triplicare il numero dei visitatori paganti. Niente di scontato, sottolinea il sindaco, dietro il successo c’era un progetto preciso, con lancio di notti bianche e un investimento del comune sul museo statale (“ben 80 mila euro che per il nostro budget non sono certo pochi”). Ma sono nati anche un ufficio e un assessorato “al marketing del territorio” con un investimento di 100 mila euro l’anno, e poi ci sono stati i tour con la stampa internazionale, le pubblicità mirate, le partecipazioni alle Borse del Turismo.

I lavori nella necropoli della Banditaccia sono stati fatti con fondi europei (Por-Fersr) e della Regione Lazio. In tutto 2,3 milioni di euro (1,5 della Ue) investiti con un progetto realizzato in sinergia tra regione comune e soprintendenza dell’Etruria meridionale per rifare la via d’accesso, mettere a posto i sentieri che rendono accessibili anche tombe esterne alla necropoli, un percorso illuminato interno che consentirà spettacoli estivi e un percorso “ciclo pedonale” (pronto per marzo) che dal centro storico, dove c’è il castello con il museo, porta fino alla necropoli, con tanto di bici elettriche previste da un secondo finanziamento.

Si sta per inaugurare un visitor center di fronte all’ingresso del sito con un punto di accoglienza, una nuova biglietteria e bagni all’altezza delle aspettative anche dei croceristi, che fino ad oggi pare disertassero il sito proprio per la mancanza di servizi. E non solo: all’interno della necropoli sono state installate ricostruzioni in 3D delle tombe con proiezioni e video in sei lingue diverse, mentre il vanto del museo sono quattro teche touch screen: toccando il vetro parte un ologramma che racconta la storia del reperto e fa vedere come veniva usato. “E’ il primo esperimento nel mondo di questa tecnologia”, racconta fiero Pascucci. Ora si spera veramente che il bellissimo Cratere di Eufronio possa “rimanere a casa”, anche con la prospettiva di qualche prestito all’estero: “Se il Met lo volesse per una mostra temporanea che potrebbe diventare un attrattore per Cerveteri sarei d’accordo”. Intanto si studia anche un percorso di valorizzazione per Greppe di Sant’Angelo, la località da cui venne strappato il vaso. “Dobbiamo diversificare”, incalza Pascucci, “e continuare a lavorare sulla comunicazione”. Così vicina alla costa e a Civitavecchia, Cerveteri potrebbe essere una meta gettonata dai croceristi. Ma non solo: “prima di tutto vogliamo puntare agli italiani, che la domenica possono venire a fare una gita, mangiare da noi e se vogliono anche tornare a casa in serata. Siamo orgogliosi della nostra storia e vogliamo farla conoscere”

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