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Cargo con 970 migranti a Gallipoli, arrestato il presunto scafista

Non è stata trovata alcun arma a bordo del cargo Blue Sky M giunto la scorsa notte nel porto di Gallipoli con 970 migranti per lo più siriani a bordo. Dai due sopralluoghi compiuti dagli investigatori a bordo della nave, sono stati rinvenuti alcuni giubbotti antiproiettile di tipo militare in parte nella stiva e in parte sulla plancia. Lo ha precisato il sostituto procuratore Antonio Negro che sta coordinando l’inchiesta sulla vicenda.

Un uomo, ritenuto dagli investigatori uno degli scafisti della nave cargo, è stato arrestato. Al momento non si conosce né la sua nazionalità né il nome.

La nave, che è stata posta sotto sequestro, è arrivata in porto alle 3.30 e le operazioni di sbarco iniziate alle 4 sono terminate intorno alle 6.50 con molte difficoltà a causa delle pessime condizioni meteo. Dei 970 migranti 130 sono stati ricoverati in vari ospedali della provincia e soprattutto Gallipoli e Casarano. Nessuno di loro è in gravi condizioni, manifesterebbero solo sintomi da ipotermia. Gli altri migranti sono stati sistemati in tre scuole comunali dove sono stati assistiti e rifocillati da personale della Croce rossa e della Protezione civile.

30 DICEMBRE, CARGO CON CENTINAIA DI MIGRANTI A GALLIPOLI – di Giuseppe Maria Laudani – Resta un giallo la vicenda del cargo battente bandiera moldava carico di centinaia di clandestini siriani che ha inviato un sos vicino alle coste dell’isola greca di Corfù per la presenza sospetta di uomini armati a bordo per poi dirigersi verso le coste pugliesi. L’unica certezza è che la nave ora è in sicurezza, con a bordo gli uomini della guardia costiera italiana, e che in nottata arriverà a Gallipoli. L’emergenza, la seconda nel giro di 48 ore nel mar Ionio, si è verificata non distante da quelle stesse acque dove domenica scorsa ha preso fuoco il traghetto della Norman Atlantic con una decina di morti, ma anche feriti e dispersi.

L’imbarcazione, diretta inizialmente verso il porto di Rijeka in Croazia, ha lanciato l’allarme in mattinata. Dopo diverse ore l’allerta è rientrata e la nave ha cambiato rotta, puntando la prua verso l’Italia. A questo punto sono intervenuti gli elicotteri della Marina Militare e dell’Aeronautica. A bordo della nave sono saliti gli uomini della capitaneria di porto e della Guardia costiera che sono riusciti ad evitare che la nave impattasse contro la costa. A circa 3 miglia da Santa Maria di Leuca, infatti, i sei militari delle Capitanerie sono riusciti a far cambiare rotta alla nave nonostante il motore fosse bloccato. Il cargo punta ora a Gallipoli, non senza problemi, anche sanitari. A bordo, tra le centinaia di clandestini, c’è anche una donna incita alla quale si sono rotte le acque e che probabilmente partorirà prima dell’arrivo della nave in porto.

La vicenda resta dai risvolti ancora poco chiari, con i media che fanno le ipotesi più disparate, oltre all’ipotesi dell’avaria al motore anche quella della presenza di pirati a bordo. I primi a riferire dell’allerta sono stati i media greci. Dal cargo era infatti partito un sos che allertava sulla presenza di “sospetti uomini armati a bordo”. Secondo alcune fonti la richiesta di soccorso poteva essere stata inviata da un passeggero o da una persona dell’equipaggio. Poi in un via vai di notizie tra loro contraddittorie altre fonti hanno parlato di problemi al motore e di alcune avarie di tipo meccanico. Media internazionali hanno poi riferito la possibilità che i clandestini siriani – tra i 400 e i 700 – fossero stati abbandonati dagli scafisti al loro destino, addirittura senza coperte, cibo e acqua. Altre fonti hanno addirittura scartato l’ipotesi dei clandestini a bordo. Di certo la nave per tutta la giornata è stata in balia del mare date le avverse condizioni meteo che imperversano nello Ionio, con i venti che soffiano a 50 km l’ora. Nel pomeriggio le autorità greche hanno inviato in zona una fregata ed un elicottero della marina insieme a due imbarcazioni della polizia portuale.

Una volta giunte sulla nave e dopo averla ispezionata, le autorità elleniche hanno concluso che il cargo non aveva alcun problema meccanico e “nulla di sospetto a bordo”. Poi il repentino cambio di rotta del mercantile, non più verso la Croazia ma verso le coste pugliesi. A quel punto è intervenuta la guardia costiera italiana, che, una volta a bordo della nave, ha potuto costatare che il motore in effetti era bloccato ed evitare il peggio.

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