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Al Mise aperti 153 tavoli di crisi. Si riparte il 7 gennaio

Dai carrelli alla rubinetteria, dai call center all’informatica, dal trasporto aereo all’autotrasporto, dalla siderurgia alla meccanica e agli elettrodomestici. Resta ricco nel 2015 il piatto delle vertenze aperte al Ministero dello Sviluppo Economico, si contano infatti 153 tavoli di confronto tra governo, proprietà e sindacati per risolvere le molte crisi aziendali e cercare di salvare il posto di lavoro di centinaia di migliaia di dipendenti. Proprio oggi si è svolta una manifestazione spontanea all’aeroporto di Fiumicino da parte di un centinaio di dipendenti della Groundcare, una delle società di handling che nello scalo romano si occupava dei servizi di assistenza a terra, fallita nel maggio scorso e a regime di esercizio provvisorio. Al centro della protesta la preoccupazione per le sorti occupazionali di quasi 500 dei circa 900 lavoratori che nei giorni scorsi hanno ricevuto le lettere di licenziamento. Archiviata dunque la pausa natalizia, i diversi confronti al Mise riprenderanno dal 7 gennaio prossimo col tavolo che riguarda la vetreria Sangalli. Si proseguirà poi, tra gli altri, col tavolo Om carrelli e Ideal Standard giovedì prossimo, quindi ArcelorMittal il 14 gennaio, ex Merloni il 16 e Hp il 26. Mentre il 15, il 19 e il 20 sarà la volta di tavoli di settore e rispettivamente call center, termoelettrico e farmaceutico. Nella conferenza stampa seguita al Cdm della vigilia di Natale il premier, Matteo Renzi, ha rivendicato che il suo governo nel 2014 ha chiuso diverse vertenze e «sono stati salvati oltre 20.000 posti di lavoro». L’auspicio è che si possa proseguire sullo stesso sentiero anche nel 2015 ma il segretario generale della Fiom torinese, Federico Bellono, si dice pessimista sulle reali possibilità di trovare una soluzione alle diverse crisi. «Non ci sono segnali di miglioramento per l’industria metalmeccanica torinese nel 2015. Per migliaia di lavoratori sono partiti i licenziamenti, altre migliaia di posti di lavoro sono in pericolo. Per troppe vertenze non si vede all’orizzonte una soluzione», ha affermato, sottolineando che «molte aziende sono vicine al tracollo, come la Beltrame e la De Tomaso, ma anche la Lucchini il cui stabilimento di Condove, a differenza di quello di Piombino, non ha trovato acquirenti». Anche per i lavoratori del gruppo Fca, ha aggiunto Bellono, «il 2015 non sarà diverso» dall’anno scorso. «Il fantomatico Levante se arriva, arriverà a fine anno e a Mirafiori i lavoratori resteranno in cassa integrazione tutto l’anno», ha detto. «Per tutto gennaio alla Maserati di Grugliasco non si lavorerà il sabato. Per Cnh i segnali non sono incoraggianti: i cassintegrati di New Holland spostati all’Iveco sono ritornati in cig, gli interinali sono stati lasciati a casa». Quindi una stoccata al governo. «Il Jobs Act non serve a niente, permette solo di non confermare contratti precari», ha concluso Bellono

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