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Commercio, a fine gennaio via bancarelle e urtisti dal centro storico

Vedere il Colosseo libero da bancarelle e camion bar, così come i Fori iImperiali e tutta l’area archeologica centrale, il Circo Massimo, il Tridente, Trinità dei Monti, piazza Navona e piazza del Pantheon. Sarà questa per roma una delle prime grandi novità del 2015, attesa da anni da chi gestisce i monumenti più famosi della città e temuta da tutti gli ambulanti. La rivoluzione partirà “tra fine gennaio e inizio febbraio”. Sì, perchè la decisione del Tar di non concedere la sospensiva agli urtisti che hanno presentato ricorso spiana la strada a una svolta del commercio su area pubblica, avviata con la delibera recepita dalla giunta capitolina lo scorso 30 luglio che riguarda anche i camion bar.

Il cronoprogramma arriva direttamente da Marta Leonori, assessore al commercio del Campidoglio, intervistatasubito dopo la notizia della decisione del Tar: “Praticamente tutti gli operatori hanno fatto ricorso, ma ce lo aspettavamo. Con la decisione del Tar sulla sospensiva richiesta dagli urtisti possiamo ora procedere con la chiusura del procedimento di rilocalizzazione”. In queste settimane “sono arrivate anche le osservazioni degli operatori, urtisti e camion bar, ai quali avevamo dato un periodo per far pervenire le loro note. Il tempo è scaduto a novembre e quanto prima le analizzeremo”. Quindi, prosegue, “a fine gennaio e inizio febbraio realisticamente possiamo pensare di procedere ad avviare l’iter di rilocalizzazione. Stiamo lavorando per questo”.

Il procedimento su cui oggi il Tar ha deciso di non concedere la sospensiva è lo stesso che comprende anche i camion bar, le cui richieste devono ancora essere discusse.
Frutto del tavolo tecnico interistituzionale per il decoro istituito tra roma capitale e ministero dei Beni culturali, il lavoro è stato portato avanti “con una grande determinazione da parte del sindaco, Ignazio Marino, che ha seguito tutti i passaggi”, spiega l’assessore.

La riorganizzazione prevede lo spostamento di camion bar e urtisti, ma anche di banchi di fiori e librai e tutto il comparto del commercio su area pubblica. A oggi, calcola Leonori mappe alla mano, “i camion bar sono 19 solo tra via di San Gregorio e piazza Venezia, ma si arriva a 22 calcolando anche quelli del Circo Massimo”. Una presenza costante, quella delle bancarelle nelle aree di pregio, che solo negli ultimi anni è riuscita a bypassare una direttiva ministeriale (quella dell’ex ministro ai Beni culturali, Lorenzo Ornaghi), un decreto (quello voluto da un altro ex inquilino del Collegio romano, Massimo Bray) e innumerevoli appelli della soprintendenza ai Beni archeologici di Roma per liberare l’area monumentale e il Colosseo. Dopo il primo atto della giunta dello scorso 30 luglio, a cui sono seguiti quelli del dipartimento attività produttive, “sono iniziati i ricorsi al Tar sull’accordo fatto con il Mibact,- spiega Leonori- la cui necessità è stata ribadita anche dal decreto art bonus del ministro Franceschini che richiedeva proprio un accordo tra il ministero e i Comuni. Gli operatori hanno impugnato la deliberazione, tutti gli atti del dipartimento e anche l’accordo tra ministero e il Comune”.

Dopo la decisione di oggi, il tavolo del decoro avvierà l’iter per gli spostamenti temporanei secondo uno schema già deciso da una determinazione dirigenziale dello scorso settembre: se la decisione del Tar sarà la stessa per i camion bar, questi saranno ricollocati tra lungotevere Oberdan (tratto da piazza del Fante a Ponte Risorgimento), lungotevere Testaccio (da Ponte Testaccio a Ponte Sublicio), lungotevere
Diaz (via Capoprati) e a via della Piramide Cestia da piazza Albania a Porta San Paolo. Gli urtisti, invece, verranno sistemati provvisoriamente in via di san gregorio, nel tratto da via Celio Vibenna fino a Porta Capena.

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