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Gol-non gol, la Roma vince tra le proteste (1-0) contro l’Udinese

La Roma espugna il Friuli nel lunch match dell’Epifania e aggancia la Juve in attesa del posticipo serale della Vecchia Signora con l’Inter. Decisivo il «non gol-gol» assegnato da Guida ad Astori nel primo tempo ma a sollevare le proteste dei friulani anche per un fallo di Emanuelson su Kone che avrebbe potuto cambiare l’esito della gara. A sollevare polemiche, e a riaprire il discorso sull’introduzione della tecnologia a supporto dell’arbitro, sarà però soprattutto l’episodio del 17′: il colpo di testa di Astori, l’arbitro di linea che non lo considera gol, Guida che un attimo dopo mentre il romanista protesta fischia l’1-0. «Era gol, chiaramente», dice Garcia, forte dell’ultima immagine dall’alto che sembra confortarlo. «Non discuto il risultato, ma l’arbitro di linea non aveva dato il gol: allora che ci sta a fare?», replica Stramaccioni. Garcia recupera Totti e lo schiera subito nel tridente con Iturbe e Ljajic. Preserva invece per il derby i due diffidati Nainngolan e Florenzi, mandato in campo nella ripresa in staffetta con il capitano. Stramaccioni, per il suo «derby del cuore» ritrova invece in fascia sinistra Gabriel Silva, in campo per la prima volta dal primo minuto dopo il lungo infortunio. E sceglie Geijo come spalla per Di Natale. Il primo tempo si chiude con la Roma in vantaggio per una rete a zero. Decisivo il gol assegnato dall’arbitro ad Astori, l’episodio chiave della prima frazione di gara, destinato ad animare le moviole. Cross di Totti, colpo di testa di Astori, palla che colpisce la traversa e rimbalza lì, a cavallo della linea di porta prima che Karnezis se ne impossessi. Questione di millimetri stabilire se abbia varcato o meno la linea. Le prime immagini non fugano tutti i dubbi ma fanno propendere per il non gol; poi quelle d’alto dicono il contrario, il rimbalzo appare dentro. Guida si assume la decisione contro il parere dell’arbitro di porta che invece in un primo momento non aveva convalidato la rete. Immancabili le proteste dei friulani e il conseguente nervosismo mostrato in campo nei minuti immediatamente successivi. È l’unica vera emozione di un primo tempo comunque giocato a viso aperto da entrambe le squadre. Il bel gioco non manca ma non basta a mostrare altri gol, nonostante i tentativi dell’Udinese di cercare il pareggio. La ripresa non porta mutamenti sostanziali nè nelle formazioni, nè nel gioco che entrambe le formazioni continuano a macinare senza riuscire tuttavia a creare occasioni veramente pericolose. Per assistere alla prima vera parata della ripresa bisogna attendere oltre la mezz’ora di gioco quando Pjanic, servito da un ottimo Ljajic dalla sinistra, chiama in causa Karnezis con un tiro potente ma centrale. L’Udinese ha la sua chance al 38′ della ripresa, con un lancio di Kone che manda in area Gejio sul filo del fuorigioco. Lo spagnolo perde l’attimo giusto e la difesa giallorossa recupera senza difficoltà, un attimo prima che un’altra decisione dubbia di Guida riaccenda le polemiche bianconere al Friuli: Emanuelson stende in area Kone. Il fallo sembra evidente, ma il fischietto di Torre Annunziata nega il calcio di rigore che potrebbe regalare il pareggio ai friulani. La Roma fallisce due volte il raddoppio, con Emanuelson e Florenzi, l’Udinese chiude la gara in attacco ma De Sanctis si oppone per due volte in maniera al doppio angolo di fila battuto da Kone. Fischio finale. E polemiche inevitabili.

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