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Ilva, parte il salvataggio. Fondi da Fintecna e Cipe

Arriva il piano di salvataggio per l’Ilva con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Il testo contiene gli interventi annunciati alla vigilia di Natale, durante la conferenza stampa seguita al consiglio dei ministri, da Matteo Renzi. Ma manca un particolare: l’arrivo di 30 milioni per finanziare un progetto a Taranto di ricerca sui tumori, specialmente quelli infantili. Il governo, per bocca del sottosegretario alla Presidenza, Graziano Delrio rassicura: i fondi ci sono e il progetto si farà. Nel testo pubblicato è previsto il percorso per il salvataggio dell’Ilva con il passaggio all’amministrazione straordinaria, l’attuazione del piano ambientale, le bonifiche per Taranto, i lavori di ampliamento del Porto e dell’Arsenale. E c’è un piano per la valorizzazione della città vecchia, ma dei 30 milioni per la ricerca sui tumori infantili non c’è traccia. Sembra una svista tanto più che Renzi alla salute dei bambini di Taranto sembra tenerci in modo particolare. «Se l’Europa vuole impedire di salvare i bambini di Taranto ha perso la strada per tornare a casa. Io sono più fedele agli impegni con quei bambini che a qualche regolamento astruso dell’Ue» aveva detto il giorno prima dell’emanazione del decreto, probabilmente pensando ai dati sulle morti infantili per tumori registrati nella città pugliese. Secondo uno studio dell’Istituto superiore della sanità del 2014, la mortalità per tumore della popolazione tarantina da zero a 15 anni è risultata infatti del 21% superiore alla media della Puglia, mentre l’incidenza delle malattie tumorali è superiore del 54%. A chiarire il vuoto è intervenuto il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio spiegando che essendo la sanità una materia regionale il progetto di ricerca non poteva essere disciplinato da un decreto del governo, «ma – assicura – sarà costruito insieme alla Regione Puglia e il Governo metterà le risorse, i 30 milioni di fondi sono già stati accantonati» ha detto. Nei prossimi giorni il decreto passerà all’esame delle Camere e lì c’è da aspettarsi un forte dibattito su diversi punti controversi a partire proprio da quelli che riguardano il Piano Ambientale legato all’Ilva. Se Angelo Bonelli, leader dei Verdi (che però non sono in Parlamento) parla di un «decreto di fatto diventato un condono ambientale» c’è da aspettarsi l’opposizione del Movimento Cinque Stelle. Intanto con l’entrata in vigore del decreto, l’attuale commissario straordinario Piero Gnudi può già chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria avviando così la procedura che con ogni probabilità porterà entro 2-3 mesi alla costituzione di una new company a controllo pubblico. Il decreto prevede che il commissario straordinario possa affittare ovvero vendere, attraverso trattativa privata, aziende o rami di azienda. Ma dovrà scegliere fra quei soggetti che garantiranno «la continuità produttiva» degli stabilimenti Riva in particolare di quello di Taranto. Secondo quanto previsto dal governo, la nuova società a controllo pubblico dovrà risanare in 24-36 mesi il gruppo Ilva (anche se il decreto non detta alcuna tempistica in questo senso) per poi rimetterlo sul mercato. Dal decreto emerge poi la presenza di un fondo (stimato in 150-160 milioni) proveniente da Fintecna e che andrebbe ad alimentare la contabilità ordinaria della procedura. Mentre sono previsti conti speciali per i fondi derivanti dal sequestro dei beni ai Riva e da fondi assegnati dal Cipe.

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