| categoria: sanità Lazio

Rimandate le audizioni alla Pisana dei direttori generali

Rimandate le audizioni dei direttori generali della sanità del Lazio in commissione regionale, calendarizzate a partire da domani. Lo rende noto un comunicato del presidente della commissione Salute Rodolfo Lena. «L’Ufficio di presidenza della VII commissione permanente ‘Politiche sociali e Salutè – si legge – ha deciso di posporre le audizioni previste a partire dall’8 gennaio 2015 sugli Atti aziendali di Asl e Aziende ospedaliere in attesa della chiusura dell’istruttoria circa la congruità degli Atti rispetto alle linee guida impartite dalla Regione Lazio, affidata alla commissione di esperti prevista dal decreto del commissario ad acta n. 251 del 31 luglio scorso e costituita il 16 dicembre scorso, con decreto n. 426. In questo modo si intende fornire ai commissari maggiori garanzie rispetto ai contenuti che saranno posti allo loro attenzione in via definitiva. Le audizioni – conclude Lena – saranno pertanto calendarizzate di volta in volta, non appena la commissione di esperti licenzierà i singoli Atti aziendali».- «La Befana deve aver portato del carbone alla maggioranza della Regione Lazio dopo che abbiamo posto l’accento sull’inadeguatezza del confronto che la sinistra voleva avviare su un argomento delicato come quello dell’approvazione degli atti aziendali delle Asl. La scelta di limitare a poche decine di minuti le relazioni dei dg delle aziende sanitarie avrebbe impedito un confronto concreto sul futuro della sanità della Regione». Così, in una nota, i capigruppo del centrodestra al Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma (FI), Pietro Di Paolo (Ncd), Giancarlo Righini (FdI) e Francesco Storace (La Destra). «Apprendiamo dunque con soddisfazione – aggiungono – che l’ufficio di presidenza avrebbe deciso di sconvocare e ricalendarizzare le sedute di commissione in modo tale da permettere ai commissari e agli altri consiglieri regionali di verificare la documentazione necessaria per entrare nel merito della questione e di poter presentare un contributo concreto per il futuro delle aziende sanitarie del territorio. Appariva infatti oltremodo offensivo il modo con cui si volevano discutere questi atti aziendali – concludono i capigruppo del centrodestra – una passerella più che un confronto, che avrebbe relegato il Consiglio a mero spettatore delle decisioni assunte dalle Asl».

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