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Attentato Charlie Hebdo, si è consegnato il più giovane dei sospettati

Sarebbe «il meno implicato» nella pianificazione e nell’esecuzione dell’attacco ma ha un alibi di ferro. Intanto si cercano i due fratelli franco-algerini, contro di loro un mandato di arresto. Fuori pericolo di vita i 4 feriti gravi

Parigi - Charb, il direttore della pubblicazione Charlie Hebdo, ucciso ieri da due terroristi islamici

La notizia è confermata da diversi altri media, tra cui la radio France Info e la rete all news itelé, che citano fonti degli inquirenti. Il giovane si sarebbe consegnato in tarda serata a Charleville-Mezières. Ha 18 anni, e secondo le stesse fonti sarebbe «il meno implicato» nella pianificazione e nell’esecuzione dell’attacco. Intanto si cercano i due fratelli franco-algerini ritenuti responsabili dell’attacco contro la redazione di Charlie Hebdo, sarebbero loro che avrebbero sparato contro i disegnatori della rivista satirica uccidendo 12 persone, 10 giornalisti e 2 poliziotti, ferendone altri 11, di cui 4 molto gravi ma non sono più in pericolo di vita.

Si sarebbe consegnato spontaneamente, dopo aver visto il suo nome circolare sul web, presentandosi al commissariato di Charleville-Mèzières, nel nordest della Francia, Mourad Hamid, il 18 enne fermato per la strage al Charlie Hebdo. Lo riferiscono i media francesi. Secondo Bfmtv, il ragazzo sarebbe il cognato di uno dei due ricercati. I suoi compagni affermano che ieri mattina il giovane era regolarmente a scuola. «Nessuna accusa» è stata ancora formulata nei suoi confronti, scrive il sito di Le Monde.

Giornata di lutto a Parigi, bandiere a mezz’asta in tutti gli uffici pubblici, una messa in suffragio per tutte le vittime. Stamani Hollande incontra Sarkozy.

In tutto il mondo è lutto nazionale. Come si è svegliatata Parigi in piazza della Bastiglia? Si sveglia con la paura, due uomini sono ricercati dalla polizia, sono armati, ma c’è un numero di telefono per chiamare se intercettati dalla popolazione. Le foto di I parigini hanno manifestato tutta la notte per la libertà di espressione e di parola. In piazza della Repubblica tanti francesi hanno manifestato, quasi 100mila persone, alzando penne e matite ed esponendo cartelli sui quali appariva la scritta: “Je suis Charlie”. Si sono spesi in tv ed interviste leader mussulmani per deprecare l’azione del commando.

Le dodici vittime dell’attacco alla redazione di Charlie Hebdo sono: Stephane Charbonnier, alias Charb, vignettista e direttore; Georges Wolinski, vignettista; Jean Cabut, alias Cabu, vignettista; Bernard Verlhac, alias Tignous, vignettista; Philippe Honorè, vignettista; Bernard Maris, economista ed editorialista; Elsa Cayat, psicologa e giornalista; Michel Renaud, ex consigliere del sindaco di Clermont Ferrand; Mustapha Ourrad, correttore di bozze; Frèderic Boisseau, addetto alla portineria; Franck Brinsolaro, poliziotto; Ahmed Merabet, poliziotto.

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