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Il Tar annulla lo stop alle grandi navi a San Marco. Ma Venezia le ha già perse

Il Tar Veneto cancella i limiti per le grandi navi in bacino San Marco, ma nei fatti per il 2015 non sono previsti passaggi di ‘grattacieli del marè con migliaia di passeggeri sui ponti a salutare Venezia. Le compagnie, al di là dei tempi della giustizia e dei confronti polemici, hanno già scelto altri scali per le loro crociere. Nel giorno della pubblicazione di una sentenza che annulla i decreti della Capitaneria di Porto lagunare riguardo ai transiti delle navi da crociera nel ‘cuorè della città, riaprendo le polemiche, Sandro Trevisanato, presidente di Venezia Terminal Passeggeri, la società che aveva presentato ricorso e già ottenuto una sospensiva nel marzo scorso, esprime soddisfazione ma snocciola dati pieni di preoccupazione: »quest’anno perderemo 200-300 mila passeggeri grazie a una misura che limitava l’accesso al porto di Venezia per navi sopra le 96mila tonnellate. Le compagnie di crociera, che calendarizzano con due anni di anticipo, hanno già spostato gli scali a Trieste, Genova o in Grecia. A Venezia arriveranno navi più piccole, meno moderne, con meno passeggeri«. Sul tavolo di un confronto destinato a non spegnersi – il ministero dei Trasporti ha annunciato che farà appello in Consiglio di Stato – una sentenza di una quindicina di pagine della prima sezione del Tar Veneto, presieduta da Bruno Amoroso, che di fatto smantella l’ordinanza della Capitaneria di Porto evidenziando, tra l’altro, due questioni. Una riguarda »un difetto assoluto di istruttoria«, in quanto non sarebbe stata fatta una valutazione degli interessi »pubblici e privati« toccati dai divieti riportati nel’ordinanza; l’altra, l’assenza del presupposto previsto dal decreto ‘Clini-Passerà del 2012, il quale indicava che i divieti di transito potevano applicarsi solo dopo l’entrata in funzione di una via di navigazione alternativa. In questi mesi si parla del canale Contorta, ma di fatto sono necessari lavori per renderlo praticabile e i tempi delle opere sono più lunghi di quelli dell’entrata in vigore dei divieti. Adesso la ‘pallà passa in mano agli enti preposti per trovare le soluzioni. Lo stesso Trevisanato chiede al Governo di »varare quei provvedimenti che potranno servire dal 2016 alle compagnie di crociera a fare ritorno a Venezia. Per quest’anno, intanto, registreremo che non arriverà nessuna nave sopra le 96mila tonnellate, anche se la decisione dei giudici amministrativi lo permetterebbe«. La necessità di accelerare i tempi della soluzione è espressa dallo stesso Ministero dei Trasporti quando evidenzia che la sentenza »rende ancora più urgente« la realizzazione dell’iter proposto dal governo sul percorso alternativo per l’accesso alla stazione marittima di Venezia. Nella prima metà di marzo, come ricorda lo stesso ministero, arriverà il risultato della valutazione di impatto ambientale per il progetto di adeguamento del canale Contorta Sant’Angelo. Intanto, se per Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale veneziana, la sentenza va intesa come »un ulteriore stimolo affinchè venga presa quella decisione capace di togliere le navi da S.Marco senza mettere in crisi l’eccellenza crocieristica veneziana«, Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco, si dice ‘allibitò dal provvedimento del Tar Veneto. »È fuori discussione che l’interesse pubblico sia assolutamente prevalente« dice, esprimendo la speranza che il consiglio di Stato »faccia a sua volta giustizia«. (ANSA).

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