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FISCO/ Caf, con la stretta alle regole Isee la platea si riduce del 20%

La stretta sull’Isee con le nuove regole e l’aumento dei controlli in vigore da gennaio potrebbe ridurre di circa il 20% la platea di coloro che usufruiscono di servizi e prestazioni legati alla situazione economica. Il dato arriva dal coordinatore della Consulta dei Caf, Valeriano Canepari che sulla base dei primi riscontri sottolinea come una parte delle persone informata sulle nuove regole abbia rinunciato a presentare la pratica all’Inps. Nel 2014 le persone che hanno usufruito di servizi e prestazioni legati all’Isee (sconti su mense e tasse universitarie, assistenza domiciliare ecc) sono state circa sei milioni quindi con le nuove regole nel 2015 potrebbero essere oltre 1,2 milioni in meno. Le nuove norme in vigore dal 2015 prevedono che tutte le pubbliche amministrazioni usino l’Isee come criterio comune per stabilire chi ha diritto alle agevolazioni ma non basta più la sola autocertificazione per ottenerle. Le dichiarazioni del contribuente contenute nella Dichiarazione unica sostitutiva (il riferimento sarà al nucleo familiare) saranno verificate non solo a campione ma interrogando l’anagrafe tributaria. Si dà maggiore peso al valore patrimoniale della casa e si devono dichiarare anche somme fiscalmente esenti ma c’è una maggiore attenzione sulla situazione occupazionale e sulle spese per il mantenimento di coniuge e figli in caso di divorzio o separazione. «Abbiamo il sospetto – afferma il coordinatore della Consulta dei Caf Valeriano Canepari – che la platea possa diminuire di oltre il 20%. Ci sono stati diversi casi in questi giorni di contribuenti che venendo a conoscenza delle nuove regole (non solo sui controlli) come le dichiarazioni sui conti correnti hanno rinunciato a presentare richiesta all’Inps pensando di non avere diritto alle agevolazioni». Sulla richiesta del nuovo Isee peraltro potrebbero esserci disservizi. Non è stata ancora firmata infatti la convenzione tra l’Inps e i Caf e la Consulta dei centri di assistenza fiscale ha lanciato l’allarme sulla difficoltà di assicurare il servizio in mancanza della convenzione. Lunedì è prevista una riunione dei Caf. «Ci sono nuove procedure e nuove regole per l’Isee – ricorda Canepari – ci sono problemi di responsabilità. Se non c’è la convenzione su quale base operiamo?». Inoltre i Caf hanno posto un problema economico chiedendo per le nuove pratiche un aumento di circa il 50% rispetto a quelle dell’anno scorso (circa 15 euro a pratica a fronte dei 10/11 del 2014). «Non abbiamo l’autorizzazione – dice – a fornire questa attività. Senza convenzione si fa fatica a garantire il servizio». Se la platea fosse la stessa del 2014 (circa sei milioni di persone ma i Caf si attendono una riduzione di circa il 20%) la spesa nel 2015 per la convenzione con l’Inps sarebbe di circa 100 milioni di euro rispetto ai 70 milioni del 2014.

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