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Renzi a Bologna tra scioperi e cortei incontra il sindaco anti-cemento

Bologna blindata oggi per Matteo Renzi, che è arrivato alla presentazione di un nuovo stabilimento della Granarolo e, dopo, ha partecipato all’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università. Su entrambi i fronti, cortei e proteste da parte di sindacati e centri sociali. Nello stabilimento alle porte della città, una quarantina di operai della Cgil ha scioperato contro il Jobs Act: un sit-in blindato e quasi invisibile (il video), visto che gli operai sono stati tenuti dentro la fabbrica, “nascosti” dai flash dei fotografi, anche se si sono fatti sentire con fischietti e trombette. In pieno centro, invece, c’è stato il corteo dei collettivi: una manifestazione ad alta tensione ma senza scontri, che è sfociata in un lancio di uova contro le forze dell’ordine. Infine, una “invasione” simbolica dei manifestanti a Palazzo d’Accursio.
Il premier: “Prossimi mesi decisivi, 2015 anno felix”. “Il modello economico che abbiamo di fronte è complicato e i prossimi mesi saranno decisivi” ha detto il presidente del Consiglio durante la visita alla Granarolo, “in questo scenario la cooperazione è molto importante ma deve saper fare la cooperazione”. E ancora, guardando all’anno appena arrivato: “La nostra casa è il mondo e l’Expo è una grandissima opportunità per l’Italia. Nel 2015 il nostro Paese o si rimette in moto o perde delle occasioni uniche e grandi. Credo nel 2015 come anno ‘felix’, fertile”.

Il corteo degli studenti di Hobo e degli altri collettivi è partito da piazza Verdi attorno alle 10.45: una settantina gli attivisti, che hanno manifestato con le maschere di Salvini e Poletti. “Renzi e il suo governo vogliono una scuola-azienda e la privatizzazione del sapere, e noi non ci stiamo” hanno scandito al megafono. Poi, quando si sono avvicinati alla “zona rossa” di Santa Lucia, il lancio di uova e coriandoli contro le forze dell’ordine. Il corteo è ripartito lungo via Farini, per concludersi con una occupazione lampo di Palazzo d’Accursio. E’ stato appeso alle finestre che danno sulla piazza lo striscione che apriva il corteo contro il premier e il rettore di Bologna Ivano Dionigi: “Meritate una lezione magistrale. Stop mafia Pd”.
La cerimonia in ateneo è cominciata in orario alle undici e un quarto con le sfilate dei professori in tocco e toga, i direttori di scuole e dipartimenti. Nelle prime file parlamentari (Casini, Zampa, Vitali, Puglisi, lenzi), il cardinale Caffarra, il procuratore Giovannini, la vicepresidente della Regione Gualmini, gli assessori comunali. L’Aula magna era al gran completo. Poi l’arrivo di Renzi, che ha tenuto il suo discorso.
In una sala adiacente l’Aula magna di Santa Lucia, il premier ha poi incontrato il sindaco di San Lazzaro Isabella Conti, che ha denunciato di aver ricevuto minacce per aver deciso di fermare la maxi-realizzazione nella frazione di Idice (ribattezzata “la colata di cemento”).
Primo a parlare è stato il rappresentante degli studenti. Poi tocca a Nadia Paolucci, precaria Cgil, che parla a nome del personale tecnico e amministrativo: “Do voce ai colleghi precari che come me lavorano anche da dieci anni nella speranza di stabilizzazione che i governi disattendono. Dove è il cambiamento tante volte evocato dal governo? Chiediamo nuove assunzioni per tecnici di laboratori, amministrativi e bibliotecari: è anche grazie a noi precari che l’università ha continuato a funzionare. E ancora: “Come lavoratori pubblici ci siamo indignati per il Jobs Act. E poi i nostri contratti sono bloccati da più di sette anni, in quattro anni abbiamo perso in busta paga 4.200 euro, sono stati tagliati persino i buoni pasto”.

Presenti Poletti e Bersani, assente Prodi. All’inaugurazione dello stabilimento Granarolo, in mattinata, sono arrivati anche il ministro del Lavoro Poletti, quello dell’Agricoltura Martina, dell’Ambiente Galletti, il governatore dell’Emilia-Romagna Bonaccini, il sindaco di Bologna Merola, il presidente del gruppo lattiero-caseario Calzolari, l’ex leader del Pd Bersani e il numero uno degli industriali bolognesi Vacchi. Assente Romano Prodi, per impegni al Mulino, dove c’è una riunione sulla crisi della storica società editrice: il Professore non sarà nemmeno all’inaugurazione dell’Anno accademico.

Renzi è arrivato dalla parte opposta a quella dove protestano i sindacati. “Con questo nuovo stabilimento oggi inauguriamo il nostro futuro. Spiace che ci sia chi reputa più importante dissentire, anche in questi momenti, invece di alimentare un progetto collettivo” ha detto il presidente Calzolari riferendosi alla contestazione dei sindacati. Prima, il numero uno della Granarolo aveva espresso un messaggio di solidarietà riguardo alla strage di Parigi.

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