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Grillo contro Salvini, Fi attacca il governo sugli immigrati

Se a Parigi Marine Le Pen diserta la manifestazione oceanica contro il terrorismo, in Italia divampa la polemica tra i partiti, con la Lega che cavalca la sua battaglia anti immigrazione ed esponenti del centrodestra che chiedono una reazione forte, anche militare, e bacchettano il governo. Anche Beppe Grillo attacca Salvini, loda la figura del poliziotto, musulmano, morto difendendo la sede di Chralie Hebdo ma continua a diffondere letture complottiste. Quella contro il terrorismo «non è una barzelletta è una battaglia molto seria» bacchetta la Lega il ministro Paolo Gentiloni che sottolinea: «Una risposta che dica che tutti gli islamici sono terroristi è una risposta idiota». «Ben due procure confermano gli allarmi della Lega, Gentiloni tende a ridicolizzare il lavoro dei magistrati per salvare l’insalvabile: con Renzi non siamo più sicuri a casa nostra» replica il deputato leghista Gianluca Pini. Dopo le dichiarazioni di Salvini sui musulmani «pronti a sgozzarci» oggi la Lega batte i pugni sul tavolo su Shengen. Il trattato, dice il segretario federale, va sospeso. Ma intanto Roberto Cota ironizza sugli «esponenti della sinistra che hanno sempre teorizzato l’immigrazione libera e ora scendono in piazza» mentre il senatore Stefano Candiani paragona «l’Islam in Italia» ad un cesto di funghi in cui sono mischiati quelli buoni e quelli velenosi: «Il fungo bianco, giallo, rosso, marrone o verde, equivoco o attraente che sia, se rischia di uccidermi, nel mio piatto non ce lo metto» dice. Gianluca Pini, invece, risponde a Beppe Grillo per le rime: «con le sue parole sull’Islam mi ha fatto capire che il nulla assoluto esiste: è nella sua testa». Le parole di Grillo sono quelle dirette a Salvini: «un piccolo uomo» che parla «dall’alto della sua ignoranza fondamentalista» dice di lui. «Grillo chi? Quello che ha fatto cancellare il reato di immigrazione clandestina? Certo che la paura di perdere voti e quindi parlamentari e potere fa brutti scherzi…» replica la Lega. Ma è la grande marcia pacifica quella che sollecita di più critiche e sarcasmo. Grillo pubblica sul suo blog il post di un’attivista che irride la partecipazione dei leader europei. «Oggi Renzi e Merkel, Holland e Juncker il banchiere, faranno una bella riunione per combattere uniti in Europa l’Isis, ma che bravi. Proprio adesso che la Grecia fugge, l’Inghilterra idem, che Hollande voleva rivedere e che noi nel nostro piccolo volevamo un misero referendum sull’euro. Ma che tempismo!». Una «parata dell’ipocrisia, di chi condanna ma poi non agisce» la bolla Daniela Santanchè che non si accontenta: «Per sconfiggere il terrorismo islamico serve ben altro». Deborah Bergamini stigmatizza il «troppo appiccicoso buonismo» dei leader europei, Michaela Bianforiore definisce la marcia «ridicola» mentre Maurizio Gasparri e Maria Stella Gelmini chiedono di escludere dai limiti del patto di stabilità tutte le ulteriori spese per la sicurezza«. Gasparri però attacca il governo (»ora basta con i valletti di clandestini e fondamentalisti«) e soprattutto Alfano: »Ha fatto dell’Italia un colabrodo. Domani in Senato presenteremo il conto ad un governo pericoloso per l’Italia. Mare nostrum ‘for ever’ deve finire«.

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