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Berlusconi, la Cassazione conferma il divieto di espatrio

Berlusconi continuerà a rimanere senza passaporto, almeno fin quando è affidato in prova ai servizi sociali dopo la condanna a quattro anni di carcere per frode fiscale. Il perché lo spiega la sentenza 1610/2015 con cui la Cassazione ha motivato oggi quanto deciso il 2 dicembre scorso. La Suprema Corte ha confermato il divieto di espatrio perché il leader di Fi «si trova in espiazione di una pena detentiva, anche se con una modalità che prevede un trattamento extracarcerario».
Nel respingere il ricorso dei legali di Berlusconi la I sezione penale della Cassazione ha quindi dato ragione al tribunale di Milano che, in funzione di giudice dell’esecuzione, ha per prima respinto la richiesta di restituzione del passaporto per partecipare al congresso Ppe a Dublino, in Irlanda, presentata dall’ex Cavaliere nel febbraio scorso. Per i giudici «è incontroverso» che nei confronti di Berlusconi sia stata emessa «una condanna penale» e che «l’esecuzione della pena è stata sospesa per concessione di una misura alternativa alla detenzione».
Appunto l’affidamento ai servizi sociali, che «costituisce non una misura alternativa alla pena, ma una pena essa stessa, alternativa alla detenzione». Corretta quindi l’applicazione al caso specifico dell’articolo 12 della legge 1185/1967 che «prevede il ritiro del passaporto quando sopravvengano circostanze ostative al rilascio» come «il caso di coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale». A Berlusconi era stato revocato il passaporto nel 2013 dopo la condanna definitiva a quattro anni di carcere per il caso dei diritti Tv Mediaset.

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