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La prima volta di Grasso il supplente: “L’aula mi mancherà”

Giorgio Napolitano lascia dopo nove anni il Quirinale e Pietro Grasso si insedia a Palazzo Giustiniani, da dove eserciterà il ruolo di presidente della Repubblica ‘supplente’ in attesa dell’elezione del nuovo inquilino del Colle. «L’Aula mi mancherà”, ammette Grasso rivolgendosi ai senatori riuniti in Assemblea, anche se metto nel conto che qualcuno dirà ‘lei invece non ci mancherà’. Spero -chiosa – di tornare presto». Parole che vogliono essere un messaggio chiaro, a sottolineare la transitorietà del ruolo che gli è stato affidato. Si tratta, aggiungerà più tardi via twitter, inaugurando il primo profilo personale di un presidente della Repubblica di una grande responsabilità e una forte emozione. Affronterò – è la rassicurazione – questi giorni con spirito di servizio e animo sereno«. La giornata del Presidente del Senato, e che dopo poche ore sarà Capo dello Stato supplente, inizia come tante altre, alle prese con i lavori parlamentari: alle 9.30 Grasso siede in Aula, dove è in calendario la riforma della legge elettorale. Un compito, che dopo i nervosismi del giorno precedente legati al timing dell’esame degli emendamenti, il numero uno di Palazzo Madama non vuole lasciare alla vicepresidente Valeria Fedeli, destinata ad assumere la guida dei senatori. Arrivano le 11 e, come previsto, il segretario generale del Quirinale Donato Marra si dirige verso la Camera e il Senato per consegnare la lettera di dimissioni di Napoletano. Ecco allora Grasso che interrompe la seduta dell’Assemblea: »Lascio l’Aula – dice – perché il segretario generale del Quirinale mi deve dare comunicazioni«. Ci vuole poco meno di un’ora: Napolitano saluta il picchetto di onore nel cortile del Quirinale per far ritorno a casa. Ed ecco che anche Grasso compie l’ultimo rito di questa giornata: un passaggio che avviene alla »luce del sole«, come tutti quelli – viene sottolineato – della storia della Repubblica, e che il presidente decide di marcare percorrendo a piedi i pochi metri che separano il Senato dal Palazzo che lo ospiterà nei prossimi giorni diventando una sorta di Quirinale in miniatura. Ad attenderlo i corazzieri, che hanno traslocato dal Colle in pieno centro e che per qualche giorno presidieranno l’ingresso del Palazzo e lo studio del Presidente, allestito solo poco prima per volere dello stesso Grasso. A testimoniare la nuova presenza del Capo dello Stato nel Palazzo anche lo ‘stendardo del supplente’. Chiuso il portone di Palazzo Giustiniani alle spalle, dopo un veloce pranzo con la moglie, il presidente ‘supplente’ si mette subito al lavoro con lo staff del Quirinale per definire l’agenda dei prossimi giorni. Due gli appuntamenti certi: l’inaugurazione dell’anno giudiziario e la giornata della memoria. E sempre nel pomeriggio arriva anche la telefonata affettuosa con l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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