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CHARLIE/ Auto contro agente, torna la paura all’Eliseo

Attimi di paura all’Eliseo all’indomani della pubblicazione del numero di Charlie Hebdo con la caricatura di Maometto. Durante la notte, il palazzo che ospita il capo dello Stato, sulla rue du Faubourg Saint-Honoré, è stato segnato da nuovo momenti di tensione con un’auto impazzita contro l’agente che garantiva la sicurezza esterna dell’edificio. «Solo un incidente», ha poi assicurato la procura, aggiungendo: «I fatti sono distinti dagli attacchi della scorsa settimana, non è stato stabilito alcun legame». Secondo una fonte vicina all’inchiesta, il giovane conduttore di 19 anni sarebbe entrato nel panico dopo aver imboccato la rue de l’Elysée in contromano ed investito la poliziotta, ferendola lievemente, qualche metro più avanti. Nel giorno in cui Tignous e Wolinski, due grandi vignettisti di Charlie Hebdo sono stati seppelliti al cimitero Père Lachaise, giunge la notizia di 19mila siti internet francesi attaccati da hacker islamisti. Mentre schizzano le vendite di ansiolitici. Secondo un studio realizzato per il giornale Le Figaro dalla società Celtipharm – che analizza in tempo reale le vendite di medicinali – tra venerdì e martedì scorso, la loro vendita sarebbe aumentata del 18,2% in tutto il territorio della République, insieme con le consultazioni da psichiatri e psicoterapeuti. Nella Francia blindata con diecimila militari in strada, gli inquirenti sono ancora a caccia della Mini Cooper di Hayat Boumedienne, la moglie dell’attentatore di Montrouge e Vincennes, Amedy Coulibaly. Secondo i servizi turchi, la donna è entrata in Siria l’8 gennaio, proprio mentre il marito uccideva una poliziotta a Montrouge, accompagnata da Mehdi Sabry Belhoucine, il cittadino francese sospettato di legami con cellule jihadiste nonché fratello del ‘cyber-jihadista’ Mohamed Belhoucine. Secondo la polizia, anche quest’ultimo si troverebbe nell’area controllata dallo stato islamico tra Siria e Iraq. Dal 31 dicembre al 2 gennaio, anche Coulibaly era a Madrid, dove ha accompagnato la moglie all’aeroporto di Barajas, prima di tornare in Francia e partecipare agli attacchi. La magistratura spagnola ha aperto un’inchiesta. «Abbiamo a che fare con una struttura ben organizzata tipo mafia»: ha invece commentato il portavoce di un sindacato della polizia transalpina, Christope Crepin, intervistato dall’AP. Parlando delle indagini legate alle stragi che hanno insanguinato Parigi, Crepin parla di «individui molto pericolosi, uomini e donne: è davvero una guerra». Secondo l’agenzia di stampa Usa, la casa-arsenale di Gentilly, nel sud di Parigi, era stata presa in affitto da Coulibaly «circa due settimane fa». Nella zona, i vicini hanno detto di non aver notato nulla di particolare. Solo un testimone dice di aver visto il ragazzo di origini maliane frequentare regolarmente la palestra. Intanto, in Francia, aumenta il livello di protezione delle personalità a rischio, come il controverso giornalista Eric Zemmour, spesso al centro di polemiche per dichiarazioni sui musulmani,ormai sotto scorta.

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