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QUIRINALE/ Berlusconi teme le divisioni in Fi, tratta con Renzi e vede Fitto

– Forse dovremmo presentare anche noi al Pd una rosa di tre candidati, ma una cosa è certa, senza di noi non si va da nessuna parte, avrebbe detto ieri sera Silvio Berlusconi ai senatori riuniti a palazzo Grazioli per fare il punto sul Colle. Il Cav sta preparando nei dettagli la grande battaglia del Quirinale perchè non vuole rimanere con il cerino in mano. In pubblico alza il tiro: ieri ha messo il veto su un «candidato di sinistra», oggi tace ma non prende le distanze dalla richiesta, avanzata da Renato Brunetta (e non condivisa da tutti gli azzurri) di sospendere i lavori alla Camera sulle riforme per consentire incontri e contatti con gli altri partiti in campo per giocare la partita del dopo-Napolitano. In privato, però, il leader azzurro continua a trattare e agli emissari renziani avrebbe fatto pervenire ancora una volta il seguente messaggio: va bene qualsiasi nome, purchè non ci sia pregiudizialmente ostile. L’ex premier vuole restare un interlocutore privilegiato di Matteo Renzi. E non esclude a priori nessuna strada. Tanto che si parla con insistenza di un incontro a tre, tra il premier, lo stesso Berlusconi a Angelino Alfano a ridosso della votazione decisiva. Non a caso, oggi il leader di Ncd ha rimarcato la necessita’ di trattare a 360 gradi, compreso Fi. Il Nazareno continua a essere la garanzia per Berlusconi, ma per poter far valere tutto il suo peso politico il Cav ha bisogno di gruppi uniti. E proprio per ricompattare il partito, oggi ha visto Raffaele Fitto a quattr’occhi per un chiarimento e richiamare i ‘frondisti’ all’ordine in vista delle elezioni quirinalizie. All’ex ministro, raccontano, avrebbe chiesto di evitare spaccature, che sarebbero controproducenti, almeno fino all’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Ma al termine del faccia a faccia (definito interlocutorio da entrambi le parti) ognuno sarebbe rimasto sulle sue posizioni. Quanto al totonomine, tutti dentro Forza Italia assicurano che allo stato il candidato vero per il dopo-Napolitano non c’è e scommettono che resterà coperto fino all’ultimo per non bruciarlo. Gli ambasciatori azzurri e del Pd sarebbero al lavoro per arrivare alle votazioni con un accordo chiuso su un candidato forte e credibile da spendere solo al momento opportuno, cioè al quarto round, perchè arrivare agli scrutini successivi si correrebbe il rischio di far saltare ogni schema con esiti imprevedibili. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte in ambienti forzisti, dunque, avrebbero poche chance molti dei papabili usciti fino ad ora. Alcuni perchè troppo connotati politicamente, come Walter Veltroni, Piero Fassino, Anna Finocchiaro (nonostante l’endorsement di Francesca Pascale) e Pierferdinando Casini, altri perchè personalità difficili da ‘gestire’ come Sergio Mattarella. L’unica opzione, più attendibile delle altre, sarebbe quella di puntare su un ministro in carica, come Graziano Del Rio, non inviso a Fi e Area Popolare.

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