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Caos riforme e su Italicum spunta un lodo per la minoranza Pd

È alta tensione sulla riforma del bicameralismo all’esame della Camera. Tanto da far temere un pericoloso strappo da parte di Forza Italia, e della minoranza Pd che potrebbe portare ad un complicato impasse. In Senato invece, dove si sta discutendo la legge elettorale, spunta un «lodo» (suggerito da Gaetano Quagliariello) per trovare una mediazione con la minoranza del Pd che chiede di eliminare i capilista bloccati, con la minaccia di non votare l’Italicum. Alla Camera il Patto del Nazareno al momento regge. E sulla riforma costituzionale Fi sta votando assieme alla maggioranza, benché singoli deputati si dissocino dal Gruppo, che ha messo una fedelissima di Berlusconi, come Elena Centemero, nel Comitato dei nove, cioè il gruppo ristretto che istruisce i lavori d’Aula. Ma a far traballare tutto è arrivata la richiesta inaspettata di Renato Brunetta di sospendere i lavori per consentire una riunione dei parlamentari azzurri con Berlusconi in vista dell’elezione del Capo dello Stato. Una richiesta che ha ricevuto un secco «no» da Roberto Speranza. E visto che alle 15 Raffaele Fitto si è palesato a Montecitorio, il renziano Roberto Giachetti ha esclamato«. »la linea ormai la dà Fitto e non Berlusconi. Per il Quirinale Renzi parli con lui«. Se dunque sulla riforma costituzionale prevalgono le fibrillazioni, su quella elettorale è il giorno della mediazione. Nella seduta di chiusura delle discussione generale (da martedì si comincia a votare gli emendamenti) Gaetano Quagliariello ha lanciato un »lodo«, su quale nel Pd si è aperto un confronto con la minoranza interna. Mercoledì Miguel Gotor aveva minacciato di non votare l’Italicum se non passa un proprio emendamento, firmato da una trentina di senatori, che chiede di eliminare i capilista bloccati nei collegi, dove le preferenze varrebbero per tutti i candidati; in ogni Regione ci sarebbe invece un listino bloccato, con due-tre nomi, così che solo il 30% dei deputati sarebbero »nominati«, invece che il 60% dell’attuale sistema. La proposta Quagliariello ha una premessa politica, quella di far sì che la maggioranza trovi un accordo al suo interno così da essere autosufficiente; altrimenti l’Italicum passerebbe con i voti determinanti di Fi. A quel punto, ha osservato il presidente di Ncd, il Patto del Nazareno sarebbe superiore al Patto dentro la maggioranza. Tecnicamente la proposta consiste nell’aumentare il numero delle multicandidature possibili, ora fissato a 10, portandolo per esempio a 12 o 15. Poi la scelta del collegio per il quale optare, verrebbe affidata non alla volontà del candidato (come è accaduto con il Mattarellum o il Porcellum), ma a quella degli elettori. Il candidato verrebbe eletto nel collegio dove gli altri candidati del suo partito hanno ottenuto meno preferenze, perché evidentemente vuol dire che quel capolista bloccato ha più consenso tra gli elettori. Negli altri collegi dove c’è stata la multicandidatura scatterebbe allora l’elezione di soli candidati che hanno raccolto preferenze. Un »lodo« su cui i bersaniani dovranno ragionare non solo dal punto di vista tecnico ma anche politico, partendo dal monito di Anna Finocchiaro: »questa è la miglior sintesi possibile. Stiamo infatti discutendo della legge elettorale possibile e non della legge elettorale che a ciascuno di noi più aggrada«.

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