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Orrore Boko Haram in Nigeria, le immagini del massacro

Se qualcuno aveva ancora dubbi sulla capacità distruttiva di Boko Haram, ora le immagini della peggiore strage mai compiuta dai fondamentalisti nigeriani le possono vedere tutti. Amnesty International ha diffuso le foto satellitari delle città di Baga e Doron Baga, nord-est della Nigeria, dove la scorsa settimana sono stati massacrati almeno 2.000 civili. E sono raccapriccianti. Le immagini sono del 2 e 7 gennaio. Prima e dopo la strage. Al posto del fitto agglomerato di edifici si vede una distesa di macerie. Le istantanee sono quelle di un terremoto. La stima è che a Baga e Doron Baga sono stati distrutti 3.700 edifici. Foto che si aggiungono alle testimonianze che anche a distanza di giorni continuano a emergere. Inutile parlare di orrore, bastano i racconti. Un testimone, riferisce Amnesty, ha detto di aver visto i miliziani di Boko Haram sparare su una donna mentre era in travaglio: «Metà del neonato era fuori dal grembo e la donna è morta mentre lo dava alla luce». Un altro ha descritto i miliziani che aprivano il fuoco sui bambini. «Queste dettagliate immagini mostrano una devastazione di proporzioni catastrofiche in due città, una delle quali è stata quasi cancellata dalla carta geografica nello spazio di quattro giorni» è stato il commento di Daniel Eyre, ricercatore in Nigeria per l’organizzazione umanitaria, che ha aggiunto: «Di tutti gli attacchi di Boko Haram analizzati da Amnesty International, questo è stato certamente il più efferato e distruttivo di sempre, un deliberato attacco contro la popolazione civile le cui case, le cui scuole e i cui ambulatori sanitari sono ormai solo rovine fumanti». Numerose barche di pescatori, che erano state ritratte nelle immagini satellitari scattate il 2 gennaio, non compaiono più nelle fotografie del 7 gennaio: i residenti, a bordo di imbarcazioni, hanno tentato una drammatica fuga verso il Lago Ciad per sfuggire agli attacchi. Migliaia di persone sono scappate verso il confine col Ciad o in altre parti della Nigeria, come a Maiduguri, capitale dello stato di Borno, dove dal 2014 c’è lo stato di emergenza, aggiungendosi così alle centinaia di migliaia di profughi interni e di rifugiati nei Paesi vicini: più di un milione e 600mila persone, secondo i calcoli delle organizzazioni umanitarie. E proprio per le ong che stanno aiutando le vittime di questa «follia terroristica», come l’ha definita il ministro dello Sviluppo danese Magens Jensen, la Danimarca ha stanziato un milione e 700mila euro. Oggi intanto il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha visitato «a sorpresa» Baga ed è andato in un campo che ospita centinaia di persone vicino a Maiduguri. Jonathan ha visto anche le truppe coinvolte, finora senza successo, nella lotta contro gli estremisti islamici. Da Roma arriva la solidarietà della Comunità di Sant’Egidio: stasera, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, la preghiera «in memoria delle vittime della violenza e del terrorismo».

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