| categoria: Roma e Lazio

Bombe carta e fumogeni, sfilano i no-tav a Roma

Al grido «fermarli è possibile» i No-Tav hanno sfilato nel pomeriggio in corteo per le strade della periferia di Roma. Una manifestazione per dire «no alle grandi opere, agli sfratti, agli sgomberi e devastazioni», ma anche per esprimere solidarietà ai ‘ribellì imputati nei processi per i sabotaggi in Val di Susa e per gli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma. «Sabotiamo i Tav» è stato lo striscione di testa del corteo, aperto da due trampolieri con in mano le bandiere del movimento contro la linea ferroviaria ad alta velocità. In piazza a Roma anche una delegazione della Val di Susa. La manifestazione è partita da piazzale Tiburtino e ha attraversato il cuore di San Lorenzo e via Prenestina fino al mercato di Villa Gordiani, alla periferia est. Bombe carta, petardi e fumogeni sono stati lanciati da alcuni manifestanti contro i luoghi simbolo dei trasporti incontrati durante il tragitto. Prima contro la sede logistica di Ferrovie dello Stato in via dello Scalo di San Lorenzo, poi contro quella dell’Atac – municipalizzata dei trasporti – in via Prenestina. Al di la dei cancelli blindati delle forze dell’ordine e agenti in tenuta anti sommossa. «Siamo circa 2 mila», hanno detto gli organizzatori. «Abbiamo scelto di fare il corteo in periferia per parlare ai palazzi dove c’è la gente – ha spiegato uno di loro, Mattias – e non ai palazzi del potere». «No-Tav liberi tutti» è la grande scritta fatta dai manifestanti sul muro di Porta Maggiore. «Le speculazioni non ci fermano – hanno urlato al megafono – vengono costruite opere inutili e poi non ci sono i soldi per riparare i tetti delle scuole o per fare la manutenzione delle strade». «Non potevamo non essere qui – ha spiegato Claudio, un militante dalla Val di Susa – siamo circa 20 e rappresentiamo solo una delegazione simbolica. Il nostro movimento è trasversale e contiamo sull’appoggio di tutti. Mai come adesso – ha aggiunto – è possibile fermare il Tav. Sono fiducioso per la sentenza prevista il 27 gennaio contro gli imputati per il sabotaggio in Val di Susa – ha proseguito – e ritengo che anche il processo contro Erri De Luca (scrittore che ha difeso i sabotaggi, ndr) si trasformerà in un grosso autogol per la Procura. Ormai è chiaro che il tanto sbandierato diritto di espressione non esiste e la gente se ne sta rendendo conto». Tra gli obiettivi presi ‘di mirà durante il corteo anche una sede della Croce Rossa di via Prenestina. Un gruppo di manifestanti, a volto coperto, si è staccato dalla manifestazione e ha lanciato uova e imbrattato il cancello con vernice nera. «La Croce Rossa è complice delle torture nei Cie», i centri di identificazione ed espulsione dei migranti, hanno urlato subito dopo l’azione.

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