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MILANO/ Gli antagonisti convocano l’assemblea, la Statale chiude i battenti

L’Università Statale di Milano chiusa per occupazione, ma non si tratta di un ritorno agli anni ’70, e non c’è stata nemmeno nessuna azione di protesta. La chiusura – per tre giorni, fino a lunedì – è stata dettata da timori relativi a «possibili disordini», a causa di un’assemblea dei No Expo auto-convocata per stasera e domani in ateneo. Una sorta di ‘chiusura preventiva’, insomma, che ha dell’inedito per lo storico ateneo. Ma i No Expo hanno annunciato che l’assemblea si terrà domani in una ex sede Anpi in via Mascagni, un palazzo dismesso dove si trovava un noto teatro cittadino, l’ex Derby. Al momento nella struttura, in via Mascagni 5, è in corso un’assemblea da parte degli occupanti. Comunque grande sconcerto c’è stato, per la chiusura dell’università, stamattina presto, tra studenti e addetti, molti dei quali si sono mostrati sorpresi dicendo di non saperne nulla. Davanti al grande e storico portone in via Festa del Perdono c’era un via vai di universitari attoniti, tra i quali molti che avevano appuntamenti e lezioni programmate, e non nascondevano disappunto e rabbia. Sul posto c’era anche la polizia, che attua una vigilanza discreta dopo l’arrivo di alcuni esponenti dei centri sociali, stamani, che hanno affisso uno striscione e si sono allontanati. La mossa del Rettorato, infatti, ha spiazzato anche loro, che ora dovranno trovare un altro luogo dove riunirsi. Sulle impalcature dell’antico stabile di scuola Bramantesca uno striscione di circa 3 metri riportava la frase: «Tutti paladini dell’informazione eppure chiudono l’ateneo per impedire un’assemblea». La Statale, in una nota, ha precisato che «la sede di via Festa del Perdono rimarrà chiusa nelle giornate di oggi, venerdì 16 gennaio, sabato 17 gennaio e domenica 18 gennaio. La decisione, condivisa con il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica di Milano, si è resa necessaria a tutela della sicurezza di studenti, personale e docenti, a fronte della manifestazione nazionale autoproclamata da alcuni centri sociali e dall’area antagonista». La confusione, però, è palpabile. «Non sappiamo dove andare» o «non si capisce niente» dicevano molti degli studenti che all’ora di pranzo passavano davanti agli ingressi scoprendoli chiusi per «motivi di sicurezza». Su una porta laterale erano stati attaccati con del nastro adesivo una decina di fogli A4 con le indicazioni su aule di sedi staccate dove erano stati spostate lezioni ed esami. «È una cosa pazzesca, io sono arrivato qui da Bollate – dice un giovane della Facoltà di Lettere – e fino a ieri sera sul sito dell’università non c’era assolutamente nessun avviso. Ho perso anche una giornata di lavoro». «Non discuto della decisione ma mi sembra incredibile che sia stata fatta così poca informazione», fa eco una ragazza che sta preparando la tesi e alla quale è saltato l’appuntamento col relatore. In uno dei fogli affissi sulla porta laterale, si legge che «per motivi di sicurezza la sede di via Festa del Perdono resterà chiusa nei giorni di venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 gennaio 2014. Gli esami, le lezioni e le altre attività, il cui svolgimento era previsto in tale sede, si terranno nella sedi di via Mercalli e di via Celoria (corretto a pennarello in ‘via Sant’Antonio’, ndr)». Lunedì ci sarà la riapertura. «Vedremo che succederà», dice laconicamente uno studente. Per quanto riguarda l’occupazione dell’ex Derby, secondo quanto riferito dalla Questura, che monitora la situazione, si tratta di antagonisti e attivisti No Expo, probabilmente gli stessi che questo pomeriggio e questa sera intendevano riunirsi in Università Statale ma che non hanno potuto farlo per la mossa a sorpresa dell’ateneo che ha deciso appunto di chiudere per tre giorni, fino a lunedì.

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