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CRAXI/ Berlusconi scrive alla famiglia: vergognosa la sua morte da esule

La lettera di Silvio Berlusconi è arrivata a casa Craxi ad Hammamet quando la vedova del leader socialista Anna e la figlia Stefania erano ancora al cimitero cristiano per l’ultima tappa del tour dei socialisti italiani venuti in Tunisia per commemorare il quindicesimo anniversario della morte di Bettino Craxi. Graditissima sorpresa per Stefania, che anche questa mattina al cimitero era stata costretta a rispondere che «no, non si è fatto sentire» a chi gli chiedeva se il leader di Forza Italia si fosse fatto vivo per questo anniversario. Ma a far felice la figlia di Craxi devono essere stati soprattutto i contenuti della lettera che – come ha poi sottolineato – «racchiude in sè un alto significato umano e politico». In effetti, Berlusconi non solo ha ripetuto quello che tanti vecchi socialisti dicono da tre lustri, sperando sempre di sentirle dire anche da altri, e cioè che la «morte in esilio» di Bettino Craxi «è tra le pagine più vergognose della nostra storia recente», ma ha anche sottolineato la modernità e l’attualità delle sue idee che «lo rendono tuttora protagonista a pieno titolo delle vicende dei nostri giorni». Berlusconi non è potuto andare ad Hammamet per la sua «nota» situazione, e Stefania Craxi ha voluto esplicitare la velata allusione di Berlusconi per gridare che l’ex premier è «vittima di una grande ingiustizia». Altri messaggi sono arrivati (oggi quelli di Maurizio Sacconi e Daniele Capezzone) e ciò va incontro all’obiettivo che si pone Stefania Craxi con la sua fondazione dedicata al padre. «Sono quindici anni che mi batto – afferma – perchè la vicenda di Bettino Craxi non venga archiviata. È incredibile come la sinistra italiana non riesca a capire che non si può andare avanti con questo macigno irrisolto nella sua storia». Lei assicura di essere pronta ad aprire un dialogo, un confronto. «Ma nessuno si fa avanti. Giro l’Italia per presentare l’ultimo libro su mio padre, ‘Io parlo e continuerò a parlarè, ma non incontro mai un esponente del Pd». Rapporto difficile quello di Stefania Craxi con il Pd e se non risparmia critiche a chi proviene dal Pci, non è tenera neppure con Matteo Renzi, che chiama ripetutamente «il balilla». Ma se lei è pronta al confronto, sia chiaro che «non è questione di storici, è un problema politico che va affrontato politicamente». La delegazione dei socialisti italiani è tornata in Italia, ma l’impegno di Stefania Craxi per questi giorni di commemorazione non è finito. Domattina sarà ricevuta dal neo presidente della Repubblica Tunisina Beji Caid Essebsi, che conosceva suo padre e che ha voluto incontrarla nel giorno esatto della morte di Craxi, il 19 gennaio. E la figlia di Craxi non si fa sfuggire l’occasione per osservare con amara ironia: «Possiamo dire che almeno un presidente della Repubblica ha sentito di dover rendere omaggio alla memoria di Craxi».

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