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Da Balla con i lupi agli spot in tv. Kevin Coster compie 60 anni

Per l’amico dei pellerossa Kevin Costner, protagonista e esordiente alla regia di “Balla coi lupi” (premiato nel 1991 con ben sette Oscar) arrivano i sessanta. Fautore del ritorno dei pistoleri a Hollywood, il divo americano ha il vecchio West nel sangue. Il nome originario della sua famiglia è infatti Koster, lo stesso del generale Custer, trasformato dal bisnonno tedesco in Costner dopo aver sposato un’indiana Cherokee.

Figlio di un’assistente sociale e di un operaio, in gioventù Costner fu una stella dello sport ma durante gli anni dell’università iniziò a prendere lezioni di recitazione. Fatale per lui l’incontro , durante un volo verso il Messico, con Richard Burton Burton che lo spinse a dedicarsi completamente alla carriera di attore.

Kevin si trasferì così a Los Angeles con la giovane moglie Cindy Silva e all’inizio fece un po’ di tutto: camionista, guida dei tour alle ville dei divi e attrezzista ai Raleigh Movie Studios. Nel 1981 finalmente esordì come attore nel film Indiziato d’assassinio di Howard Heard e fino al 1985 si fece le ossa con una serie di ruoli minori che, per ironia del destino, finirono in gran parte tagliati in fase di montaggio. Il ‘taglio’ più doloroso fu sicuramente quello del personaggio di Alex ne Il grande freddo di Kasdan, che nel girato finale si ridusse ad un unico primo piano dei piedi.

Paragonato a personaggi positivi come Gary Cooper e James Stewart, nel 1987 interpretò l’incorruttibile agente federale Eliot ne Gli Intoccabili di Brian De Palma, a fianco di Sean Connery e Robert De Niro. Dopo due film dedicati al baseball (Bill Durham e L’uomo dei sogni) nel 1990 Costner fondò la sua casa di produzione, la Tig Productions e fece la sua prima esperienza da regista con Balla coi lupi. Il film gli spalancò le porte del successo e negli anni seguenti interpretò Robin Hood – Principe dei ladri, fece parte del cast di JFK – Un caso ancora aperto di Oliver Stone e fu al fianco di Whitney Houston in Guardia del corpo.

Nel tentativo di ripetere il successo di Balla coi lupi verso la metà degli Anni Novanta diresse due lungometraggi fallimentari (Waterworld e L’uomo del giorno dopo) e parallelamente arrivò il divorzio dalla moglie Cindy. Nel 2003 Terrà di confine, da lui prodotto e interpretato, segnò il suo ritorno al western. In questa occasione, dichiarò: “Amo i western perchè ci fanno chiedere se siamo coraggiosi, come ci comporteremmo di fronte a certe situazioni in cui c’è ingiustizia”.

Negli ultimi anni l’attore si è dedicato alla musica con la sua band Kevin Costner and Modern West, ma non ha dimenticato il set. Nel 2014 ha infatti messo in cantiere 3 Days to Kill You, in cui veste i panni un agente Cia colpito da una malattia incurabile, mentre in Black and White ha interpretato un nonno legato alla sua nipotina di colore . Un film che lui stesso ha definito “un messaggio contro il razzismo”.

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