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DISABILI/ Trentamila firme per la petizione sul riconoscimento dei diritti dei cargiver

Un fiume in piena. La raccolta delle firme per la petizione al Parlamento Europeo per il riconoscimento dei diritti umani dei «caregiver familiari», chiusa il 31 dicembre 2014 «è andata oltre le più rosee aspettative» superando in poco più di un mese le 30mila adesioni. In meno di un mese la petizione si è diffusa capillarmente in tutta Italia, spontaneamente piccoli gruppi di familiari caregiver hanno creato banchetti, mobilitato associazioni e sindacati, coinvolto amici, parenti e colleghi, interessato media locali ed internazionali. E ora partiranno alla volta di Bruxelles alla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo. Prosegue così a lunga e faticosa battaglia per il riconoscimento dei diritti umani dei «caregiver familiari». Quelle persone, cioè, interamente votate all’assistenza h 24 di un familiare affetto da una grave ed invalidante patologia, costretti a rinunciare ad una normale vita lavorativa per assicurare al proprio congiunto cure ed affetto a domicilio. Si tratta di una figura fondamentale per il tessuto sociale, a cui è riconosciuta infatti una rilevanza giuridica altissima da parte dei Paesi europei mediante leggi e provvedimenti specifici. Soltanto il Parlamento italiano tarda a legiferare a favore di questa importante categoria sociale, che anzi spesso vive all’ombra dei diritti umani.
Per questa ragione l’Associazione Famiglie di disabili Gravi e Gravissimi ha deciso di presentare una petizione al Parlamento Europeo affinché anche in Italia, come in tutti gli altri Paesi europei, le persone che si curano in ambito domestico di un familiare non vengano abbandonate a loro stesse e possano godere dei diritti garantiti ad ogni altro cittadino. «Curarsi di un proprio familiare gravemente disabile – spiegano i promotori della Petizione – è una scelta d’amore che DEVE essere sostenuta! Lo Stato italiano, invece, si rifiuta di riconoscere ai Caregiver Familiari anche i diritti umani fondamentali come quello alla salute, al riposo, alla vita sociale!» Il Family Caregiver è colui che si prende cura in ambito domestico di un familiare non autosufficiente a causa di una severa disabilità, colui che a costo di non avere una vita propria, non intende istituzionalizzare il proprio caro per consentirgli di fare una vita dignitosa tra i propri affetti e nel proprio ambiente. La petizione mira al riconoscimento dei diritti umani più elementari per i Family Caregiver, «attualmente e irragionevolmente negati, tra i paesi civili, solamente in Italia, quali quello al riposo, alla salute, alla vita sociale, in un contesto di moderna schiavitù sommersa, perpetrata quotidianamente proprio accanto a noi e di cui molti sono all’oscuro, indotta dalla costrizione operata da amministrazioni assenti e sotto la costante minaccia che le persone care possano restare senza alcuna assistenza». Sono davvero tantissimi gli italiani che hanno in casa qualche persona con gravi disabilità che rendono necessaria un’assistenza amorevole e continua. Spesso si ritrovano da soli, senza nessun supporto da parte del servizio pubblico e delle istituzioni sanitarie troppe volte assenti. In molti Paesi europei c’e’ una diversa attenzione verso i ‘family caregiver’ , «in Italia, invece, vivono in uno stato di schiavitù, agli arresti domiciliari e privi di diritti umani fondamentali quali il diritto alla salute, al riposo, alla vita sociale. In pratica ‘non esistono’».

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