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L’ISIS libera duecento yazidi, tutti vecchi e malati

Molti anziani, diversi feriti, alcuni disabili e qualche bambino: circa 200 yazidi, rapiti nel nord dell’Iraq circa cinque mesi fa, sono stati liberati oggi dai miliziani dello Stato islamico vicino a Kirkuk, in Iraq. Non sono ancora chiari i motivi del loro rilascio. «Probabilmente è diventato troppo costoso nutrirli e prendersi cura di loro», ha osservato il Generale Shirko Fatih, comandante delle forze peshmerga curde a Kirkuk. Tutti mostrano segni di abusi e abbandono e versano in un pessimo stato di salute. Tra loro ci sono anche tre bambini piccoli. Secondo le prime notizie diffuse gli yazidi rilasciati erano circa 350. Il numero è stato successivamente ridimensionato a 200. Ora, tutti si trovano ad Alton Kupri, per ricevere l’assistenza necessaria ed essere interrogati. «La loro situazione è molto brutta, soprattutto la condizione psicologica», ha detto Hersh Hussein, un rappresentante dell’ufficio del governatore Irbil, precisando che agli ex prigionieri sarà fornito «il primo soccorso e il trattamento medico più importante.» L’Isis ha attaccato i villaggi yazidi del nord dell’Iraq l’anno scorso, uccidendo gli uomini che non si convertivano all’islam e riducendo in schiavitù donne e bambini. Molte donne sono state vendute e costrette a matrimoni forzati. Dallo scorso agosto una coalizione anti-Isis di otto paesi ha condotto più di 1.000 attacchi aerei tra Iraq e Siria, nel tentativo di sradicare il gruppo. Il mese scorso i peshmerga curdi sono riusciti a rompere l’assedio dell’Isis sulle montagne del Sinjar, nel nordovest del paese, liberando migliaia di yazidi che vi si erano rifugiati. Molti dei loro villaggi rimangono sotto il controllo del Califfato e si calcola che circa 3.000 fra donne e bambini della comunità siano ancora in stato di schiavitù.

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