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COPRIFUOCO A DRESDA/ La paura di un attentato ha impedito una manifestazione politica all’aperto. Non accadeva dal dopoguerra

di Enzo Piergianni

BERLINO – La lotta al terrorismo in Germania ha riesumato il coprifuoco. Per scongiurare il rischio di un attentato, le autorità di polizia hanno vietato qualsiasi manifestazione “a cielo aperto” oggi a Dresda, dove questa sera avrebbe dovuto svolgersi la tredicesima marcia di Pegida, il sedicente movimento spontaneo dei “patrioti europei contro il pericolo dell’islamizzazione dell’Occidente”. Fino al 19 gennaio, la dimostrazione si è svolta nel capoluogo della Sassonia ogni lunedì nelle ultime dodici settimane, registrando una folla crescente di partecipanti. Le poche centinaia dell’inizio sono cresciute a vista d’occhio fino a formare una massa di 25mila “marciatori” lunedì 12 gennaio, pochi giorni dopo la strage di Parigi.

SFOGO POPOLARE – La marcia di Pegida si è allargata ad altre città tedesche ed è diventata lo sfogo clamoroso della protesta popolare contro il governo di Angela Merkel ritenuto troppo aperturista nella sua politica “multiculti” con l’immigrazione straniera e poco severo nei confronti del fanatismo islamico nella comunità musulmana in Germania. La stessa percezione antigovernativa nell’opinione pubblica spiega il consenso nelle intenzioni di voto (6 per cento) che i sondaggi attribuiscono al nuovo partito conservatore Alternativa per la Germania (AfD) decollato inizialmente come opposizione all’euro.

ALLARME DEI SERVIZI – Il divieto di Dresda è stato decretato dalla questura cittadina sulla base di informazioni raccolte dai servizi segreti, anche con la collaborazione di 007 stranieri, che facevano presumere un’azione terroristica da parte di estremisti islamici infiltrati tra i dimostranti. Il provvedimento viene difeso dai partiti di governo dichiaratamente ostili a Pegida e criticato sia dall’opposizione sia da autorevoli organi di stampa. “E’ compito della polizia tutelare la libertà di riunione” – ha detto Thomas Oppermann, capogruppo socialdemocratico al Bundestag – “Perciò devono sussistere motivi molto seri se la polizia giudica assai elevato il rischio”. Sulla qualità dei sospetti della polizia chiede di fare luce Ulla Jelpke, deputata della Linke :”Le autorità devono portare le prove che sussiste la possibilità di gravi attacchi. Non dobbiamo farci privare della libertà di dimostrare, anche se vi sono tali minacce”.

COMMENTI STAMPA – Critico l’eco mediatico prevalente. “E’ difficile chiarire se estremisti islamici avessero realmente pianificato un attentato contro i dimostranti e i loro capi” – commenta il Süddeutsche Zeitung – “Dopo gli attentati di Parigi, la polizia ha preso molto sul serio la situazione. Il divieto rimane comunque un passo inconsueto e molto radicale, dal momento che a pacifici cittadini viene impedito di esercitare il diritto garantito dalla Costituzione di riunirsi e di manifestare il proprio pensiero, per quanto aspro possa essere”. L’editoriale odierno della Frankfurter Allgemeine Zeitung è intitolato “Noi siamo Dresda” e afferma :”Compito dello Stato è fare di tutto affinchè i sostenitori di Pegida possano di nuovo dimostrare. L’attacco contro il loro diritto di libertà di espressione è un attacco contro noi tutti”.

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