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A Murano rinasce il museo del vetro, dalle origini a oggi

Il racconto di una grande storia, quella del vetro, dalle origini alle sperimentazioni del ‘900 e le ultime tendenze dell’oggi, in rapporto con la produzione attuale, in un luogo e un progetto museale completamente trasformati, con spazi espositivi quasi raddoppiati, allestimenti e percorsi ridisegnati al fine di consentire ai visitatori di cogliere gli snodi chiave dell’avventura del vetro a Murano. Il ‘nuovo’ Museo del vetro riapre a Murano dal 9 febbraio, con un’offerta che guarda alla qualità – tanti i capolavori custoditi, in molti casi unici, firmati da Scarpa, Seguso o Martinuzzi solo per citare alcuni grandi del secolo scorso – e alla fruibilità attraverso servizi per il pubblico, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la messa in opera di due ascensori, la possibilità di esporre parti della collezione finora rimaste nei depositi e di realizzare eventi legati anche alla creatività più attuale. A tale proposito, il primo appuntamento temporaneo sarà una monografia dedicata a Luciano Vistosi. Il Museo del Vetro di Murano, uno dei dodici della Fondazione Musei Civici di Venezia, è forse l’unico luogo al mondo dove l’arte del vetro è raccontata fin dalle sue origini: dagli esempi di vetri romani tra il I e il III secolo d.C. alle creazioni del Rinascimento, fino ai virtuosismi innovativi del Settecento – spazio all’esperienza dell’uso del calcedonio – che anticipano l’insperata rinascita del vetro alla fine del XIX secolo e le nuove forme del Novecento in rapporto al design. Per la prima volta sarà poi esposta la collezione di perle e murrine. Quello di Murano è l’unico museo dedicato al vetro artistico inserito in un contesto produttivo ancora fortemente attivo e radicato, grazie alle tante fornaci e vetrerie tutt’oggi operanti a Murano. E proprio con queste il rapporto sarà costante in un’ottica tesa a unire la visione museale a quella di ‘laboratorio’. L’ampliamento, con il recupero di una parte delle ex Conterie, e il restyling – curato da Chiara Squarcina su progetto museografico di Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia e l’allestimento di Daniela Ferretti – sono stati possibili grazie al cofinanziamento del Fondo di Sviluppo Regionale dell’Unione europea assegnato dalla Regione Veneto e all’intervento del Comune di Venezia. Il progetto ha coinvolto sia le storiche sale di Palazzo Giustinian (dove il Museo ha sede dal 1861), sia un’area dell’ex fabbrica di perle di vetro adiacente il giardino del Museo.

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