| categoria: sanità

CAMORRA/ L’inchiesta sull’ospedale di Caserta, intreccio con politica e imprenditoria

Criminalità organizzata, politica e imprenditoria. Un intreccio sul quale, per «l’ennesima volta», si è concentrata un’inchiesta della magistratura. È il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Colangelo, a far notare come «questo intreccio sia stato già più volte oggetto di provvedimenti cautelari e di processi ancora in corso». Lo fa nel corso della conferenza stampa sull’indagine «Croce nera» sugli appalti nell’ospedale di Caserta culminata questa mattina con 24 arresti eseguiti dalla Dia. Dieci le persone portate in carcere, 14 ai domiciliari; tra queste ultime figurano Francesco Alfonso Bottino, ex direttore generale dell’ospedale S. Anna e S. Sebastiano di Caserta, Giuseppe Gasparin, ex direttore amministrativo dell’ospedale e Angelo Polverino, ex consigliere regionale campano di Forza Italia. In carcere vanno imprenditori e amministratori delle società coinvolte negli appalti «truccati» ed esponenti del clan Zagaria come Elvira, sorella del boss ex primula rossa Michele, e Remo D’Amico, considerato il «factotum» di Francesco Zagaria, marito di Elvira. Alla figura di Francesco Zagaria, detto Francuccio (il cognome è un caso di omonimia) il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli ha dedicato un passaggio della conferenza: «Pur senza avere alcun ruolo istituzionale – ha spiegato – Francesco Zagaria si recava nell’ospedale di Caserta, in giacca e cravatta, per prendere posto in un ufficio all’interno dell’ospedale. Da qui gestiva gli affari e le attività imprenditoriali e amministrative». Indisturbato, ha sottolineato Colangelo, a dimostrazione «del prestigio e del rispetto nei confronti di una situazione nota a tutti e che nessuno era in grado di contrastare. Francesco Zagaria, per caratteristiche, nome e legami, era evidentemente noto a tutti come rappresentante e portavoce del gruppo camorristico, ma ha agito sempre indisturbato.

(AdnKronos) – Un aspetto fondamentale sul quale si concentra l’ordinanza firmata dal gip è il rapporto del clan camorristico con la politica; il pentito Massimiliano Caterino racconta che proprio Francesco Zagaria, per conto di Michele, «riusciva a gestire rapporti con le amministrazioni pubbliche e, in particolare, aveva una grandissima influenza presso la Regione Campania e la Provincia di Caserta, oltre ai Comuni di Casapesenna, San Marcellino e Trentola Ducenta. Grazie alle capacità di Francuccio Zagaria e a questi suoi rapporti d’influenza che, è bene precisarlo, perscindevano totalmente dal colore politico delle amministrazioni, Michele Zagaria riusciva a garantire, agli imprenditori di Casapesenna, tantissimi appalti». Ne viene fuori una camorra «nuova, fluida ed elastica che tempestivamente quando viene meno un referente politico sposta l’attenzione sull’altro – ha aggiunto Colangelo – non più la classica criminalità organizzata di stampo mafioso, ma evoluta in criminalità che opera sul piano imprenditoriale, amministrativo e politico pur senza abbandonare la filosofia della bassa camorra di strada».

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