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Ucraina. L’accordo per il cessate il fuoco sempre più disatteso

A tre mesi dall’accordo di Minsk, che doveva portare al cessate il fuoco e ad una graduale normalizzazione della situazione in Ucraina, gli scontri a fuoco tra forze armate e separatisti filo-russi continuano, così come continua a salire la conta dei morti.

Come ammesso dallo stesso presidente ucraino Petro Poroshenko, e come segnalano anche alcuni rapporti della Nato, in alcune delle zone controllate dai ribelli i combattimenti sono più intensi del periodo che ha preceduto l’intesa.

Al momento uno dei fonti più caldi è quelo dell’aeroporto di Donetsk, di cui le forze armate hanno tentato di riprendere il controllo, ma sono state respinte dai ribelli e costrette a retrocedere abbandonando l’area centrale della struttura. Nei combattimenti sono almeno sei le vittime militari. Ieri è stata una giornata particolarmente drammatica anche per i civili: un colpo d’artiglieria ha infatti centrato un autobus a Donetsk, quasi completamente controllata dai separatisti, provocando la morte di almeno otto persone. Il governo ucraino, per voce del primo ministro Arseny Yatseniuk, ha accusato i ribelli per il massacro di civili, attaccando nuovamente la Russia per il sostegno offerto ai separatisti. Mosca, negando ogni coinvolgimento, ha definito l’attacco una “provocazione” di Kiev per minare i negoziati di pace.

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