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Nozze gay, Marino nei guai. Ora indaga la Procura

Ha sfidato la politica, quasi deriso il Prefetto, ignorato la Chiesa e ha messo i matrimoni gay quasi in cima alla lista delle azioni di goveno della città. Ora il sindaco Marino è nei guai perché la sua ostinazione di andare oltre la legge e trascrivere i matrimoni gay celebrati all’estero nei registri dell’Anafrage di Roma, accede i fari della Procura di Roma.
Per ora è un fascicolo a carico di ignoti e senza ipotesi di reato – in relazione alla mancata cancellazione dei matrimoni gay contratti all’estero trascritti dal comune di Roma. Il procedimento, è stato avviato in seguito a una serie di denunce presentate da associazioni cattoliche come “I giuristi per la vita”.
Non va giù a nessuno che, nonostante la legge nazionale parli chiaro, lo scorso 18 ottobre in Campidoglio, abbia ri-celebrato matrimoni tra persone dello stesso sesso, dando uno “status romano” impossibile. E, nonostante l’ordine del Prefetto Pecoraro di cancellare gli atti dall’anagrafe, sia andato avanti in perfetta solitudine.
Il Codancons all’inizio di novembre aveva annunciato l’impugnazione al Tar del provvedimento e un esposto proprio ai giudici di piazzale Clodio, con il quale chiedeva di “verificare se il provvedimento del Prefetto, laddove paventa rischi sul fronte dell’ordine pubblico derivanti dalle trascrizioni, possa configurare eventuali illeciti, come abuso di atti d’ufficio e violenza privata”. Forse i giudici hanno ravvisato qualcosa la polemica rischia di trasferirsi in Tribunale.

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