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Cremona, autorizzato il concerto dei 99 Posse

Il concerto dei 99 Posse, in programma il 29 gennaio a Cremona, si farà: Questura e Prefettura hanno infatti annunciato che l’evento sarà autorizzato nonostante il parere contrario del sindaco della città lombarda, Gianluca Galimberti. La richiesta presentata dal Centro sociale ‘Dordonì sarà accolta perchè la manifestazione si terrà in uno spazio privato e non sussistono motivi per impedirne lo svolgimento. Oggi il sindaco di Cremona aveva espresso la propria contrarietà, in particolar nel corso del Comitato per la sicurezza che si è riunito in giornata. La band però non si era data per vinta: «Veniamo giovedì – aveva scritto su Facebook – siamo certi di trovare una città rasa al suolo». L’esibizione prevista per il 29 gennaio sarà un concerto di solidarietà nei confronti di Emilio Visigalli, il militante cinquantenne ridotto in fin di vita durante gli scontri avvenuti domenica 18 gennaio con attivisti cremonesi di CasaPound. «Onore a chi lotta. Più bastoni, meno tastiere», aveva scritto la band, sempre sul social network, commentando gli scontri avvenuti in città sabato scorso, durante il corteo antifascista che ha richiamato in città circa 2.600 persone. Una frase spiegata stasera in un’intervista al Tg1: «Noi non volevamo incitare alla violenza, noi volevamo semplicemente ribadire che è necessario in Italia combattere nuovamente il fascismo, perchè il fascismo da 10 anni a questa parte lascia i morti a terra». La manifestazione di sabato è degenerata quando circa duecento black bloc hanno lanciato fumogeni, bombe carta e bottiglie contro le forze dell’ordine che hanno reagito con i lacrimogeni. Prima di lasciare la città i black bloc hanno infranto vetrine e insegne di banche, assicurazioni, agenzie immobiliari, di un negozio Wind e della sede della polizia municipale, causando danni per circa 500.000 euro. Il corteo antifascista era stato indetto proprio per protestare contro il ferimento di Visigalli, il militante colpito a bastonate alla testa. Per quell’episodio sono otto gli indagati da parte della Procura della Repubblica: quattro autonomi e altrettanti neofascisti. L’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, Simona Bordonali, in una nota sugli scontri di sabato scorso ha intanto invitato il sindaco Galimberti a costituirsi parte civile «contro coloro che hanno messo a ferro e fuoco la città». Rispetto ai 99 Posse, Bordonali si è augurata che «si ricredano» perchè «avere un ruolo pubblico e una certa notorietà, soprattutto tra i giovani, comporta delle responsabilità» e «chi non le sa gestire dovrebbe, avere almeno la decenza di non dichiarare apertamente la propria sete di violenza».

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