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Delitto Musy, Furchì condannato all’ergastolo

Ergastolo per Francesco Furchì. E’ questa la sentenza che, accogliendo in pieno le richieste del pm Roberto Furlan, chiude il processo di primo grado per l’agguato e l’uccisione del consigliere comunale centrista Alberto Musy, atteso da un sicario sotto casa, in via Barbaroux, la mattina del 21 marzo 2012, ferito a colpi di pistola e spirato dopo 19 mesi di coma. Per la Corte d’assise, uscita dalla camera di consiglio alle 13.45, è lui “Casco”, il killer che quel giorno fu ripreso dalle telecamere di sicurezza della zona mentre, con un casco integrale da motociclista calato in testa per non essere riconosciuto, si avvicinava con passo leggermente claudicante al luogo del delitto con in mano un finto pacco da consegnare.
“Non è giusto, sono innocente” ha detto l’imputato appena ascoltata con ripetuti cenni di disapprovazione la pesante sentenza, prima che gli agenti di custodia lo riportassero in cella. “Sono innocente – ha aggiunto – e lo devono capire”. In aula erano presenti al momento della lettura del dispositivo le parti civili: la vedova Angelica Musy e la sorella della vittima, Antonella, alla prima delle quali (che rappresentava anche le quattro figlie) i giudici hanno riconosciuto una provvisionale complessiva di un milione di euro, mentre alla madre di Musy, Paola Pavia, e alla sorella Antonella sono stati assegnati 100 mila euro ciascuna. Per il Comune di Torino, anch’esso costituito parte civile, l’acconto è di 30 mila euro. Per l’Università del Piemonte Orientale, dove insegnava Musy, la somma è di 83 mila euro. Furchì è stato anche dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale.
“Finalmente so che cosa dire alle mie bambine quando torno a casa”. Così ha commentato a caldo Angelica Musy, che ha aggiunto: “Mi aspettavo un verdetto del genere, per tutti

noi è una liberazione, ora possiamo tornare a vivere. Ringrazio la Squadra Mobile della polizia per il grande lavoro fatto. Dopo l’agguato non sapevamo proprio chi potesse essere, abbiamo considerato tutte le possibili ipotesi senza capire chi potesse avercela con Alberto”. La vedova aveva annunciato che i risarcimenti che otterrà verranno destinati al fondo benefico a sostegno di famiglie in difficoltà, fondato dai familiari di Musy e dedicato all’avvocato ucciso

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