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PERSONAGGI/ Brunetta e Lupi, i guastatori nella battaglia per il Colle

L’azzurro Brunetta e il centrista Lupi, lontani (o quasi) nell’attualità politica ma accomunati nel fronte anti-Mattarella, non per la persona ma per il metodo. Entrambi tra i promotori più accesi della scheda bianca, il primo loquace, come sempre, il secondo silenzioso e prudente, anche perchè coinvolto nei tormenti dell’area centrista. Di certo, entrambi hanno lavorato, alla luce del sole e nel susseguirsi dei vertici e dei capannelli, per evitare che, dal centrodestra, si accendesse la luce verde per il candidato voluto da Matteo Renzi. È il metodo, certo, a non essere piaciuto nè a Forza Italia nè ad Area Popolare. Ma all’interno di ciascun partito, alla vigilia della quarta votazione sono emerse subito divergenze sull’atteggiamento da seguire sabato mattina. E Brunetta, sin dal mattino, non ha fatto mistero della sua posizione. «Renzi è come uno scorpione masochista» ma «ora sarà tutto più difficile», avvertiva l’ex ministro azzurro facendosi portavoce della rabbia del partito di Silvio Berlusconi per quello che, in FI, è visto come un tradimento da parte di Renzi. Più difficile, invece, la posizione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, esponente di quell’area centrista che rischia di presentarsi ai ‘catafalchì divisa. E Lupi, assieme a un folto gruppo di Ap, è stato fino a tarda serata tra i più scettici sul sì a Mattarella. Uno scetticismo che potrebbe anche esser dovuto alla militanza dell’ex Dc palermitano in Azione Cattolica, storica ‘avversarià di Comunione e Liberazione, alla quale è invece vicino Lupi. Il ministro, precisano comunque fonti a lui vicine, non parla mai «a nome» di Cl. Qualsiasi valutazione, insomma, è strettamente politica e, non a caso Lupi, in nota, smentisce oggi Il Fatto Quotidiano (secondo il quale il ministro avrebbe detto: «Dopo papa Francesco, ci becchiamo pure Sergio Mattarella?») minacciando. E a chi, come il Dem Ernesto Carbone, sostiene che l’allineamento di Lupi sulla posizione azzurra sia dovuta al suo desiderio di candidarsi sindaco di Milano, Lupi replica stizzito: «sotto stress si dicono stupidate…».

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