| categoria: Roma e Lazio

Casa, i movimenti in corteo contro gli sfratti

I movimenti tornano in piazza a Roma. Dopo l’occupazione durata 14 giorni dell’Anagrafe e il blitz alle sfilate di AltaRoma, per citare i due momenti di protesta più recenti, alcune sigle in lotta per il diritto all’abitare e contro le politiche di austerity e le grandi opere, stanno sfilando dalla Piramide Cestia di Testaccio alla Prefettura di via IV Novembre in pieno centro storico con lo slogan “Togliamo di mezzo il mondo di sopra”, chiaro riferimento all’inchiesta di Mafia capitale che ha terremotato il mondo della politica e delle coop romane.

Manifestanti, squatter, universitari, precari, migranti nel lanciare il corteo hanno rivolto un appello “alla Roma che non ne può più di vivere in una città meravigliosa ma resa invivibile dal malgoverno e dal malaffare; alla Roma di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese; alle periferie in lotta contro la vendita del patrimonio pubblico e delle case popolari, contro sfratti ed emergenza abitativa; ai lavoratori dei magazzini della logistica sfruttati; a chi paga il prezzo salato delle politiche di austerità, che soffre per i tagli alla salute, alla scuola, che vede trasformare il diritto alla scuola dell’infanzia in una insopportabile lotteria; a chi non vuole permettere che l’acqua, l’energia, il trasporto locale, i servizi primari ed i beni comuni vengano ulteriormente massacrati e privatizzati”.

Circa duemila manifestanti hanno sfilato su via Ostiense per raggiungere il cuore di Testaccio, via Marmorata e il porto Fluviale. Davanti alla sede dell’Acea, in piazzale Ostiense, i manifestanti hanno acceso petardi e fumogeni, mentre in via del Porto Fluviale hanno appeso degli striscioni pro-occupazioni.

Arrivati in via Galvani, davanti a Porta Futuro, il centro per la formazione e l’impiego della Regione Lazio, imanifestanti hanno acceso fumogeni e petardi e hanno poi scritto sull’ingresso dell’edificio “Porta Futuro di precariatà e di sfruttamento”. La sede è stata presidiata dagli agenti delle forze dell’ordine per evitare che i manifestanti irrompessero nell’edificio. Non ci sono stati, comunque, scontri o momenti di tensione.

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