| categoria: politica

M5S fuori dai giochi ma canta vittoria: meglio di Prodi

Il M5s si congela sulla candidatura di Ferdinando Imposimato candidandosi ancora una volta a rimanere fuori dai giochi per l’elezione del Capo dello Stato. Una decisione «imposta da Renzi che non ha voluto condividere un candidato con noi», si lamentano i Cinque Stelle orgogliosi però della loro ritrovata unità. Anche oggi i voti sul loro candidato di bandiera sono stati compatti: 127 sui 128 che componevano il gruppo di grandi elettori M5s. C’era una deputata malata e, con molta probabilità, tra quei voti c’era anche qualche ex M5s rimasto ‘fedele’ ai principi del Movimento. Tra i fuoriusciti, infatti, solo in 6 dei 24 che aderiscono al ‘coordinamento degli ex’ hanno votato per il Presidente eletto mentre gli altri sono rimasti su Rodotà. I rimanenti 12 hanno votato secondo le indicazioni del nuovo gruppo di appartenenza o coscienza. Ora il Movimento attende «al varco» gli atti del nuovo Capo dello Stato, a cominciare da quello che farà sulla riforma elettorale. «Lo aspettiamo alla prova della firma» su quella legge «made in Renzi-Berlusconi che presenta gli stessi vizi di incostituzionalità del Porcellum, legge che lo stesso Mattarella ha bocciato come giudice della Corte Costituzionale» avverte Alessandro Di Battista. Per il resto il gruppo parlamentare non si scompone, neppure davanti al post di Aldo Giannuli pubblicato in grande evidenza sul blog ad elezione avvenuta.«Il M5s ottiene una discreta vittoria, anche se diversa da quella progettata» scrive l’accademico, da mesi punto di riferimento del Movimento. Sul blog il Movimento apprende infatti che «Mattarella è una persona rispettabilissima e, per certi versi, migliore anche di Prodi». Certo il commento di Giannuli è titolato con un eloquente: «Mattarella Presidente, 50 sfumature di grigio», in linea con l’attacco sferrato ancora ieri dal blog al nuovo inquilino dal Colle, colpevole di aver ignorato le correlazioni tra le morti dei militari italiani e l’uranio impoverito. Ma la ricostruzione di Giannuli verte molto sulla strategia seguita dal Movimento: «Il Nazareno e’ morto? Forse no, ma è in coma profondo»e il M5s «ha stanato Renzi costringendolo a fare il nome prima dell’inizio delle votazioni, ha costretto Renzi a scegliere una persona decente, ha sbarrato la strada ad Amato, Veltroni, Grasso ecc., ha incrinato seriamente il patto del Nazareno. Direi che non e’ poco, anche se e’ mancato l’obiettivo di mettere in crisi Renzi». Il premier, «duole ammetterlo, è furbo, spregiudicato, sleale e, pertanto, difficile da abbattere». E poi, con la strategia seguita, il M5s «non si è sporcato le mani» ha solo scoperto che per fare la guerra «non c’è solo lo scontro frontale ma anche la guerriglia, con rapide ed improvvise incursioni». D’ora in poi, avverte, «sarà bene adattarsi all’idea di un M5s meno prevedibile del passato». Il Movimento, insomma, non si volta indietro a guardare gli errori commessi. Guarda avanti, con una certezza: di sicuro, avverte il capogruppo dei deputati Andrea Cecconi, «non moriremo democristiani».

Ti potrebbero interessare anche:

Renzi non pentito per lo show del gelato, serve anche la leggerezza
Primarie Pd in Liguria, vince Paita. Cofferati contesta: irregolarità
SONDAGGI / Pd ancora giù, arretra la Lega. Crescono Berlusconi e Grillo
Riforme, Bersani frena sull'accordo: ancora aspetti da chiarire
Salvini lancia su Fb 'scuole da incubo': "Segnalateci disservizi e prof politicizzati"
Redditi: Bongiorno al top, Trenta è la più “povera”



wordpress stat