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Roma malata, per Garcia la cura è la coppia Gervinho-Doumbia

La Roma è malata. Per Rudi Garcia si tratta di ‘pareggitè, patologia che in meno di un mese ha svegliato tutti a Trigoria dal sogno scudetto. E aperto una crisi di gioco e risultati acuita da infortuni e scelte di mercato se non altro intempestive vista la penuria di attaccanti evidenziata con l’Empoli dopo il ko di Iturbe. Per il tecnico tuttavia la svolta è dietro l’angolo: «Quando avremo una rosa più ampia avrò più scelte e saremo più forti». La cura per il francese è quindi rappresentata soprattutto dai ritorni del pupillo Gervinho e del nuovo acquisto Doumbia, «un bomber veloce con numeri da grande attaccante». Il problema è che la squadra non sembra seguire più Garcia come un tempo. Sentir dire dal proprio allenatore che il problema di questa flessione sono le assenze di certo non aumenta la fiducia di chi deve scendere in campo, figuriamoci di chi nemmeno adesso trova spazio (vedi i giovani Paredes e Ucan). Le parole di Garcia pronunciate oggi nello spogliatoio di Trigoria alla ripresa degli allenamenti («Dovete dare tutti di più, stiamo attraversando un momento delicato dal quale però sono sicuro usciremo presto», convinzione condivisa dalla dirigenza secondo cui la squadra ha tutti i mezzi per tornare a vincere con continuità) dovrebbero spronare la squadra in vista della sfida di martedì alla Fiorentina in Coppa Italia, ma l’impressione è quella di un gruppo sulle gambe, che continua a sbagliare l’approccio alla partita. L’ultimo tentativo per invertire la rotta è stato fatto prima di affrontare l’Empoli, con i giocatori che hanno cambiato tipologia di riscaldamento, ma gli effetti sono stati tutt’altro che positivi. Il rendimento ovviamente non soddisfa nemmeno la tifoseria che ieri ha fatto piovere sulla Roma sonori fischi, prima di sfogarsi tra radio e social network. Critiche che però non sono piaciute alla compagna di Garcia, Francesca Brienza, che attraverso Twitter si è schierata in difesa del lavoro del tecnico: «C’è chi ama la Roma, chi dice di amarla e chi la ama sempre. Tifare solo quando va tutto bene non è amore, è vanto. Certi commenti dei tifosi dalla ‘memoria cortà mettono tanta tristezza». La stessa che sta provando Iturbe, costretto a fermarsi fino a marzo per l’infortunio al ginocchio destro. L’attaccante argentino, infatti, è stato sottoposto ad esami strumentali che hanno evidenziato un trauma distorsivo con lesione al legamento collaterale esterno e una distorsione alla caviglia destra con interessamento capsulo-legamentoso. Il giocatore ha già cominciato le sedute di fisioterapia («è dura però è la realtà, ora bisogna solo lavorare per tornare più forte» le sue parole), ma per tornare in campo dovrà attenere almeno un mese e mezzo.

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