| categoria: politica

Fisco, si riapre il cantiere-delega, nodo 3% per le frodi

Tutto ruota ancora intorno a quel numero, a quella percentuale del 3% dell’imponibile fissata come soglia al di sotto della quale è esclusa ogni sanzione penale per reati fiscali. Dopo un mese dallo scoppio delle polemiche sulla cosiddetta norma «salva-Berlusconi» inserita nel decreto attuativo della delega fiscale, quel 3% rimane, non è ancora stato debellato e probabilmente non lo sarà. Almeno non completamente. Potrebbe sparire infatti per i reati più gravi, quelli di frode fiscale, e solo per quelli. A difendere quel tetto ci ha pensato domenica in tv il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Il ministro ha ribadito la ratio del provvedimento: punire tutti coloro che evadono le tasse con sanzioni amministrative «pesanti», escludendo però dalla punibilità penale «chi sbaglia per cifre più piccole». Concetto ripetuto poi dal premier, Matteo Renzi, anche lui non più del tutto convinto di modificare drasticamente il testo: «stiamo valutando, vedremo se cambiare o meno», ha osservato. «Il senso è che se fai il furbo e ti becco ti stango, ti faccio pagare il doppio, ma non diamo corso al processo penale se c’è buona fede. Berlusconi – ha però tenuto a puntualizzare – non c’entra niente». Ora chi sbaglia, per una svista o perché concretamente non ce la fa a pagare tutte le tasse, non può appunto essere messo sullo stesso piano di chi froda coscientemente il fisco. È per chiarire questo punto che il nuovo testo potrebbe intervenire. Ed è proprio su questo punto che dovrebbe aver fatto dei distinguo anche la Commissione guidata da Franco Gallo, incaricata di studiare il dossier. La Commissione avrebbe infatti già messo a punto una prima bozza di verbale del lavoro svolto, ora all’esame del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, mostrandosi critica proprio sull’inserimento della soglia del 3% per tutti i tipi di reato tributario, comprese le frodi. La valutazione del governo riprende comunque ora con ritmi sostenuti, dopo la battuta d’arresto subita per l’elezione del capo dello Stato, alla quale erano subordinati sostanzialmente tutti i dossier all’esame dell’esecutivo. Il cdm del 20 febbraio dovrebbe essere infatti una data clou: oltre al provvedimento sulle sanzioni, rivisto e corretto, sul tavolo dovrebbero arrivare anche altri decreti attuativi della delega, da quello sul catasto a quello sulla fatturazione elettronica (che potrebbe richiedere però qualche approfondimento tecnologico in più). Non è esclusa anche una risistemazione complessiva delle partite Iva, anche se sopravvive ancora la proposta Zanetti per prorogare a tutto il 2015 il vecchio regime dei minimi. Tempi più lunghi richiederà invece quasi certamente il pacchetto su accertamento e contenzioso, anch’esso all’esame della Commissione Gallo. Tra mercoledì e giovedì dovrebbe quindi riunirsi la «bicameralina» fiscale che dovrebbe ricominciare ad esaminare molte delle questioni ancora aperte.

Ti potrebbero interessare anche:

La rete grilllina al contrattacco: Pd e Pdl appoggino un nostro governo
E la Boschi diventa una caricatura di Ballarò
Grana veneta per Salvini, Tosi pronto alla conta
Il "compagno"Salvini a Mosca: le sanzioni le merita Ankara
L'inchiesta su petrolio e appalti: Gemelli pronto a lasciare Confidustria Siracusa
Adinolfi spara sul ministro Fedeli, macchè laurea, non ha neanche la maturità



wordpress stat