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Parigi tende la mano alla Grecia, il fardello del debito va ridotto

Nel primo incontro del suo tour europeo, con il collega francese Michel Sapin, il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis incassa l’appoggio della Francia, che promette di sostenere il governo di Atene nel suo tentativo di ridurre il «fardello» del debito e lanciare riforme strutturali che portino crescita e stimolino gli investimenti. Intanto, la questione greca è stata al centro di un colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel, in cui sono state discusse le possibili conseguenze sull’economia europea. «La Grecia è nell’euro e ci resterà, ha detto Sapin dopo l’incontro con Varoufakis, spiegando che Parigi intende assumere il ruolo di »facilitatore del dialogo« tra Atene e i suoi interlocutori, nell’ambito delle »istituzioni internazionali« come la Banca centrale europea, la Commissione e il Fondo monetario internazionale. »Abbiamo una volontà di amicizia, di accompagnamento, di essere trait d’union, perché la Grecia, che ha appena cambiato governo, abbia successo«, ha spiegato il ministro francese, aggiungendo che la buona riuscita di Atene »è indispensabile« per il futuro dell’Europa intera. Il nuovo governo greco, ha detto Varoufakis, non vuole assolutamente chiedere »nuovi fondi« alle istituzioni finanziarie europee e internazionali, anche se ne avrebbe bisogno. »Il problema è che negli anni scorsi, con il bailout, l’Europa ha dato troppo soldi alla Grecia – ha proseguito – e così la Grecia è vissuta solo nella costante attesa della tranche successiva, ed è diventata come un tossicodipendente che aspetta la prossima dose. Ora ha bisogno di un po’ di crisi di astinenza, per poter ripartire«. La proposta del governo guidato da Alexis Tsipras, quindi, è di superare la troika e i suoi dettami, che sono strettamente legati a »un certo tipo di riforme strutturali«, e aprire un dialogo diretto con gli altri Stati membri dell’euro, la Commissione, la Bce e il Fmi, per rivedere la natura stessa delle riforme e la strategia su cui si basano. »Contestiamo l’austerità non solo perché non è buona per la Grecia, ma perché è molto negativa per tutta l’Europa«, sostiene Varoufakis, secondo cui continuare sul percorso attuale, con »uno scontro tra il nord e il sud« in seno all’eurozona »è il migliore favore che possiamo fare« all’estrema destra, a cominciare dai »nazisti, non neonazisti« di Alba dorata che, ha ricordato Varoufakis, è ormai »il terzo partito nel nostro Parlamento«. Sul fronte del debito, la Grecia è altrettanto pronta a negoziare, mantenendo in mente l’obiettivo di »minimizzare l’impatto« sui conti pubblici degli altri Stati dell’Ue, oggi principali creditori di Atene. Una trattativa che si preannuncia complessa, per cui il governo di Tsipras ha scelto di affidarsi alla consulenza della banca franco-americana Lazard, guidata dal ‘progressista’ Matthieu Pigasse, considerato vicino ai socialisti francesi. Dopo il meeting con Sapin, riferiscono fonti diplomatiche a Parigi, Varoufakis ha incontrato per un colloquio informale il ministro dell’Economia francese, Emmanuel Macron, promotore di una legge di riforme strutturali per il rilancio dell’attività economica. Poi, in serata, è partito in treno alla volta di Londra, dove avrà una nuova serie di incontri domani. Martedì sarà a Roma con Padoan e presto – ha riferito – anche a Berlino e Francoforte

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