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Sconto di pena per Berlusconi, “libero” con 45 giorni di anticipo

Il giudice di Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti ha concesso la liberazione anticipata, di 45 giorni, a Silvio Berlusconi nell’ambito dell’affidamento in prova ai servizi sociali di un anno che sta scontando per la condanna definitiva per il caso Mediaset. L’ex Cavaliere chiude così il capitolo giudiziario relativo al processo sui diritti tv che si era concluso con una condanna definitiva a 4 anni di carcere, di cui 3 indultati. Il fine pena per il leader di Fi dovrebbe essere l’8 marzo.
Dopo quella data, dunque potrà terminare il servizio alla casa di cura di Cesano Boscone, la Sacra Famiglia, dove si reca ogni venerdì per prestare assistenza agli anziani ospiti del centro. Solo pochi giorni fa sulla questione della liberazione anticipata si era espressa la Procura dando un parere negativo: secondo i magistrati, l’ex Cavaliere non meritava lo sconto per gli attacchi alla magistratura durante la testimonianza al processo Lavitola. Ma quel pronunciamento non era vincolante.
Si chiude cosi’ dopo 12 anni il capitolo giudiziario relativo al processo Mediaset
– 13 giugno 2003: su alcuni quotidiani esce l’indiscrezione di un’inchiesta aperta dalla procura di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi nata da un’altra indagine, quella sul comparto estero di Fininvest. Nei giorni seguenti si avra’ la conferma che l’indagine c’e’ e che gia’ nel maggio era stata richiesta una rogatoria urgente negli Usa. La rogatoria sara’ poi bloccata dal ministro della giustizia Roberto Castelli.
– 7 luglio 2004: anche Marina e Piersilvio Berlusconi risultano indagati fra gli altri col padre Silvio e il presidente Mediaset Fedele Confalonieri.
– 24 maggio 2005: l’inizio dell’udienza preliminare viene fissato per il 28 ottobre.
– 26 ottobre 2005: i legali Mediaset chiedono il trasferimento a Brescia. A Milano ci sono “64 magistrati possessori di azioni Mediaset che potrebbero figurare come parti offese”.
– 28 ottobre 2005:
l’udienza preliminare per 14 indagati viene subito rinviata. Diventa pubblico nel frattempo che le indagini sono state aperte nel 2001 e che i reati ipotizzati partono dal 1988.
– 7 novembre 2005: inizia l’udienza preliminare.
– 11 novembre 2005: il gup Paparella respinge la richiesta di trasferimento a Brescia.
– 12 maggio 2006: il Pm De Pasquale chiede il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi e altre 11 persone.
– 7 luglio 2006: Il Gup Paparella rinvia a giudizio Silvio Berlusconi per falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. A giudizio altri 12 fra i quali Confalonieri.
– 21 novembre 2006: inizia il processo.
– 30 novembre 2006: il Gup dispone l’archiviazione per Marina e Pier Silvio Berlusconi.
– 15 gennaio 2007: vengono dichiarati prescritti i reati fino al 1999. – 26 gennaio 2007: il processo resta a Milano. Lo decidono i giudici della prima sezione penale respingendo la richiesta di trasferimento a Brescia.
– 19 novembre 2007: scatta per Berlusconi la prescrizione per il falso in bilancio resta quella di aver evaso il fisco.
– 26 settembre 2008: processo sospeso. I giudici accolgono l’eccezione di costituzionalita’ del Lodo Alfano e inviano gli atti alla Consulta.
– 26 ottobre 2009: viene fissata al 3 novembre la riapertura del processo sospeso in seguito all’approvazione del Lodo Alfano poi dichiarato incostituzionale dalla Consulta.
– 16 novembre 2009: si riapre il processo e viene subito rinviato per ‘legittimo impedimento’ del Cavaliere.
– 19 aprile 2010: nuova richiesta dei giudici alla Consulta sulla costituzionalita’ delle legge sul legittimo impedimento.
– 28 febbraio 2011: il processo riprende e viene rinviato ad aprile. Berlusconi, che non si e’ mai presentato in aula viene dichiarato ‘contumace’.
– 11 aprile 2011: Berlusconi si presenta in aula e a De Pasquale dice “lei e’ il pm cattivo”.
– 18 giugno 2012: il Pm chiede la condanna di Silvio Berlusconi a 3 anni e 8 mesi. “Sui soldi dei fondi neri – dice in aula De Pasquale – ci sono le sue impronte digitali”.
– 24 settembre 2012: i legali chiedono l’assoluzione “perche’ il fatto non sussiste”.
– 26 ottobre 2012: la sentenza di primo grado condanna Silvio Berlusconi a 4 anni (ma 3 condonati grazie all’indulto) con l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici e, con altri al pagamento di 10 milioni all’agenzia delle entrate e assolve Fedele Confalonieri; condanna condonata per Frank Agrama. I giudici hanno riconosciuto Berlusconi “dominus indiscusso” del gruppo. Complessivamente i giudici hanno stabilito 4 condanne, 3 assoluzioni e 4 “non doversi procedere”. L’ex presidente del consiglio parla di “accanimento giudiziario” e “uso politico della giustizia”.
– 18 gennaio 2013: inizia il processo d’appello.
– 8 febbraio 2013: accolto legittimo impedimento, processo viene aggiornato a dopo le elezioni.
– 1 marzo 2013: dichiarazioni spontanee di Silvio Berlusconi: “Mai occupato di diritti Tv”. Il Pg chiede invece la conferma delle condanne: 4 anni per Berlusconi, 3 anni e 3 mesi per Fedele Confalonieri, 3 anni per Frank Agrama.
– 9 marzo 2013: Berlusconi assente perche’ malato di ‘uveite bilaterale’. Il Tribunale chiede la visita fiscale al San Raffaele e si decide che non c’e’ impedimento.
20 aprile 2013: legittimo impedimento per l’elezione del Presidente della Repubblica. Si rinvia all’8 maggio.
– 8 maggio 2013: i giudici confermano in appello la sentenza di primo grado. – 30 luglio 2013: si apre l’udienza in Cassazione, il pg Antonio Mura chiede la conferma della condanna a 4 anni per Berlusconi ma la riduzione dell’interdizione dai pubblici uffici da 5 a 3 anni.
– 1 agosto 2013: la Cassazione conferma la condanna a 4 anni di reclusione – 3 coperti da indulto – per frode fiscale per il leader del Pdl Silvio Berlusconi. La condanna del leader del Pdl diventa cosi’ irrevocabile.

– 11 ottobre 2013
: i legali di Berlusconi presentano la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali.

– 15 aprile 2014:
il Tribunale di sorveglianza di Milano dispone l’affidamento in prova ai servizi sociali.

– 9 maggio 2014:
primo giorno di lavoro ai servizi sociali per Silvio Berlusconi.
– 7 gennaio 2015: Silvio Berlusconi, tramite i suoi legali, deposita la richiesta di liberazione anticipata di 45 giorni.
– 27 gennaio 2015: La procura di Milano esprime parere contrario.

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