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Professoressa investita dall’ex rettore Frati davanti all’Umberto I

L’asfalto bagnato, la luce fioca dei lampioni e due sagome che si stagliano all’improvviso di fronte al muso dell’Audi A3 di Luigi Frati. Neanche il tempo di frenare e poi l’impatto proprio davanti all’entrata del policlinico Umberto I. Ironia della sorte, lunedì sera, pochi minuti prima delle 20.30, a finire travolti dall’auto dell’ex rettore della Sapienza sono stati una chirurga dell’ospedale universitario e il marito. I due stavano per raggiungere la loro vettura per poi tornare a casa e chiudere una lunga giornata di lavoro. La vittima dell’incidente – l’impatto sarebbe avvenuto dopo un sorpasso di Frati e vicino alle strisce pedonali – è Franca Pitasi, 60enne coordinatrice degli ambulatori del dipartimento Paride Stefanini. In servizio all’Umberto I dal 1986 e con una specializzazione anche in oncologia, da 15 anni è professoressa associata di chirurgia generale.

Paralizzati dal dolore e stesi nel bel mezzo di via del Policlinico, ma entrambi ancora coscienti, la docente e il compagno sono stati immediatamente raggiunti dai sanitari del 118 a bordo di due ambulanze in sosta nel parcheggio del pronto soccorso. Trasportata in ospedale in codice giallo, la dottoressa è stata subito trasferita in rianimazione per una brutta frattura al bacino. Nel frattempo, a occuparsi dei rilievi arrivavano i vigili urbani. L’ex rettore, visibilmente scosso, avrebbe ripetuto più volte agli agenti della municipale di non essere riuscito a bloccare la corsa della sua Audi in tempo, maledicendo la scarsa illuminazione e l’asfalto reso viscido dalla pioggia.

Negli ultimi giorni la voce si è sparsa tra le corsie e i reparti del policlinico. “Sembra che l’ex rettore abbia superato una macchina parcheggiata in seconda fila – racconta uno dei medici dell’Umberto I – e che abbia centrato in pieno la collega e il marito. Da quello che si racconta stavano attraversavano sulle strisce. Comunque sia andata, speriamo solo che la collega si riprenda presto, perché lesioni di quel tipo comportano spesso problemi permanenti”. Sorpasso o meno, la certezza è che la professoressa Franca Pitasi ne avrà per più di 40 giorni, quanto basta per far scattare in automatico l’accusa di lesioni gravi nei confronti del conducente.

Ricoverata in rianimazione nel blindatissimo reparto trapianti, oltre alla rottura del bacino, la docente di chirurgia ha riportato anche la frattura di una clavicola.

Senza contare le decine di piccoli tagli e contusioni causate dall’impatto con l’auto di Frati prima e dalla caduta sull’asfalto poi. Vestiti senza alcun preavviso i panni del paziente, la dottoressa dovrà rimanere immobilizzata per almeno due mesi. Soltanto a quel punto, dopo aver verificato lo stato della frattura, i colleghi decideranno se ci sarà bisogno di un’operazione o se si potrà dare il via a una riabilitazione che si preannuncia lunga e complessa.

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