| categoria: Roma e Lazio

Campidoglio vende 600 immobili: asta entro l’estate

Al via alla vendita di circa 600 immobili del Campidoglio. Ne verranno alienati 571 tra appartamenti, locali commerciali, magazzini e cantine. Previsto un incasso di 308.838.820 euro. E l’asta molto probabilmente inizierà entro l’estate. La delibera comunale 88/2013, che autorizza l’alienazione di una parte del patrimonio immobiliare di proprietà di Roma Capitale, arriverà martedì in assemblea capitolina per l’approvazione. La maggior parte degli immobili in vendita sono ubicati nel centro storico: 294 residenziali, 164 non residenziali e 3 misti.

Il resto distribuito negli altri Municipi. «Si tratta di un lavoro complesso ereditato dal precedente assessore Nieri – spiega l’assessore al Patrimonio Alessandra Cattoi – Un atto di trasparenza, equità e concretezza che cancella i privilegi salvaguardando le fasce deboli e riattivando gli investimenti in opere pubbliche. Gli immobili posti in vendita sono edifici che non hanno alcun valore strategico per l’amministrazione e i fondi ricavati dall’alienazione saranno restituiti alla città in termini di servizi e investimenti pubblici a partire dall’edilizia residenziale pubblica e opere di manutenzione urbana. Entro l’estate potremo iniziare a vendere».

«Si tratta di un lavoro intenso durato un anno per arrivare a un elenco molto articolato – commenta il sindaco di Roma Ignazio Marino -, un lavoro di grande trasparenza. Abbiamo, quindi, deciso sin dall’inizio di cambiare direzione rispetto all’opacità portata avanti con la giunta Alemanno. Noi non pensiamo che la priorità di un Comune sia quella di smaltire rifiuti in Senegal o mantenere centri per la macellazione delle carni e quindi abbiamo scelto gli immobili non con l’idea di dismissione ma alienazione di edifici che di fatto non sono strumentali all’attività del Comune in modo da portare a romani e romane risorse. Stiamo compiendo un’operazione estremamente importante e sono sicuro che in poco tempo arriveremo all’approvazione della delibera in Assemblea capitolina».

La vendita degli immobili avverrà tramite asta, con valutazioni basate sugli attuali valori medi di mercati indicati dall’Agenzia del Territorio. A determinare il prezzo di vendita concorreranno, inoltre, dei criteri di abbattimento della base d’asta, tra il 10% e il 15%, proporzionali alla durata residua dei contratti di locazione in corso. Ai residenti negli immobili sarà riconosciuto un diritto di opzione per l’acquisto, con un abbattimento del 30% sulla quota di mercato – agevolazione non applicata agli immobili di pregio.

Per evitare speculazioni negli atti di compravendita sarà inserita una clausola che prevede il divieto di rivendita dell’immobile prima di 5 anni. Per quanto riguarda gli immobili non residenziali l’operazione di alienazione esclude le cosiddette botteghe storiche (attività storiche e negozi storici). Un principio inderogabile a cui si ispira la delibera è la tutela delle fasce sociali meno abbienti. Sarà garantita la permanenza negli alloggi a quei nuclei familiari che dispongono di un reddito annuo inferiore a 28mila euro e che non intendono avvalersi dell’opzione di acquisto. A tal fine gli immobili da loro occupati non saranno sottoposti a procedura di vendita.

Ai nuclei familiari che non intendono o non hanno la possibilità di acquistare l’abitazione, che dispongono di un reddito annuo inferiore a 42mila euro, aumentato di 3mila euro in presenza di un portatore di handicap grave, verrà proposta, prima che l’immobile sia messo in vendita, la sottoscrizione di un nuovo contratto con garanzia di permanenza per altri 5 anni. È prevista anche una forma di tutela nei confronti dei locatari che hanno più di 75 anni, ai quali verrà riconosciuto il diritto di acquisire l’usufrutto dell’immobile offerto in opzione, procedendo alla dismissione della sola nuda proprietà tramite procedura ad evidenza pubblica.

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